Ztl ambientale, l’attacco della Regione: “Torino ferma perché non ha aderito al bando”

Di creare una nuova Zona a traffico limitato “ambientale” a Torino si parla da almeno 4 anni. Era il 2022 quando il Comune spiegò di voler partecipare al progetto che prevedeva un sistema di controllo con telecamere per i veicoli più inquinanti. Per questo ha suscitato stupore scoprire, per bocca dell’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, che Torino semplicemente «non ha aderito».
«Noi avremmo finanziato i varchi, ma da Torino non è arrivata alcuna risposta alla manifestazione d’interesse» accusa l’assessore. Per ora le risorse messe a disposizione dal Grattacielo sono state assegnate ai Comuni di Alba, Alessandria e Novara, che hanno presentato i progetti e proseguono nell’iter di realizzazione della Ztl. A Torino, invece, si aspetta l’esito di uno studio di fattibilità commissionato a 5T, la società in-house che gestisce l’infomobilità della città, che riguarda il numero e la posizione delle telecamere.
L’intenzione politica di realizzare la Ztl ambientale nel capoluogo non sembra essere venuta meno. «Il progetto rappresenta una misura prioritaria per il miglioramento della qualità dell’aria in città» assicurano da Palazzo Civico. L’adesione del Comune al progetto “Aree a limitazione del traffico per motivi ambientali”, che prevede appunto un monitoraggio delle auto inquinanti, è stata fin da subito chiara. Il primo progetto presentato prevedeva la realizzazione di una Ztl monitorata da circa 80 telecamere collocate lungo un perimetro definito che comprendeva i principali assi viari tra cui l’area delimitata dal Po e dai corsi Dante, Trapani, Lecce, Potenza, Mortara, Vigevano e Novara.
Il processo per arrivare alla realizzazione dell’infrastruttura avrebbe tuttavia subito un primo stop dopo un contenzioso nato tra la Regione Piemonte e la Motorizzazione Civile. All’origine dello scontro c’era il tema dell’accesso gratuito alla banca dati nazionale delle targhe e delle classi emissive, indispensabile per il funzionamento stesso del sistema. Il ricorso si è poi risolto positivamente a marzo del 2025. Nel frattempo, 5T ha presentato una prima ipotesi di piano di installazione delle telecamere. Ma lo studio, nel suo complesso, è ancora in fase di sviluppo.
Dal punto di vista operativo, se le nuove regole entreranno in vigore, le telecamere potranno sanzionare solo le violazioni delle limitazioni strutturali in vigore dal 15 settembre al 15 aprile. Non potranno invece rilevare le restrizioni temporanee legate ai livelli di inquinamento (semafori arancioni o rossi) in quanto la normativa nazionale prevede che le Ztl siano associate a segnaletica fissa e non a limitazioni variabili.
Un altro tema su cui, nel prossimo futuro, il Comune dovrà fare i conti riguarda i cosiddetti “vuoti urbani” e le bonifiche da mettere in atto per restituire gli spazi alla città: «Le aree industriali dismesse – spiega il direttore dell’Arpa Secondo Barbero – devono essere bonificate per evitare consumo di suolo e possibili criticità di tipo ambientale». — a. p.
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