Trentino Alto Adige/Suedtirol

Patentini falsi, una task force per i controlli e le nuove regole – Cronaca



BOLZANO. La “bomba” dei patentini falsi, con decine di indagati dalla Procura tra medici, infermieri, studenti e vigili urbani, scuote la Provincia. «Impensabile rinunciare al principio del bilinguismo ma possiamo pensare di fare di più ed elaborare proposte per supportare meglio chi ha bisogno del bilinguismo per lavorare nel pubblico».Arno Kompatscher, il presidente, dice che la giunta ha deciso ieri di istituire una task force (gruppo di lavoro) che sintetizzi quanto accaduto ed elabori un sistema di controllo delle certificazioni. Occorre anche trovare soluzioni per “ritoccare” le regole del patentino che ci fa perdere medici e infermieri.

Ma qui il terreno si fa accidentato. «Prima dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto – dice l’assessore alla Sanità Hubert Messner – e far scattare i controlli perchè non accada più e solo in un secondo momento pensare ad eventuali correttivi».Correttivi condivisi ed invocati anche da Marco Galateo e Christian Bianchi.

Kompatscher: siamo noi che ce ne siamo accorti

La Procura nei mesi scorsi ha avviato le indagini sulla base delle segnalazioni arrivate dall’Ufficio provinciale competente. «Siamo stati noi – sintetizza Kompatscher – ad avvertire che qualcosa non andava». L’amministrazione provinciale sottolinea che, dopo i primi sospetti, sono stati effettuati controlli approfonditi che hanno portato alla scoperta di ulteriori irregolarità, segnalate alla Procura. «Da allora è in atto una stretta collaborazione per fare chiarezza su tutti i casi».

E ieri la giunta ha deciso di istituire un gruppo di lavoro. Che avrà il compito di analizzare i casi, sviluppare un sistema di allerta precoce e controlli ancora più efficaci. «Inoltre – sottolinea il presidente – dovranno essere elaborate proposte per supportare meglio chi deve fare il patentino per lavorare nel pubblico». Per Kompatscher «il principio fondamentale degli esami di bilinguismo non viene messo in discussione. Si tratta di prevenire gli abusi, migliorare e promuovere l’apprendimento della lingua per l’accesso al servizio pubblico».

Controllo del patentino

Si allunga intanto la lista di chi ha comprato un patentino di bilinguismo falso, presentandolo poi agli uffici provinciali. Secondo la Procura un ex guardia giurata del San Maurizio avrebbe chiesto 4.000 euro ad attestato e ne avrebbe forniti più di 40. Nei guai 22 tra medici e infermieri. E si tratterebbe solo la punta dell’iceberg.

«Dobbiamo – dice il presidente – controllare meglio». Oggi il sistema si basa sulla verifica dei documenti presentati (completezza, timbro, firma, numero di identificazione e loghi istituzionali). In caso di dubbi scatta la richiesta di perizia del Centro linguistico della Lub. Per testare l’autenticità occorre effettuare una verifica attraverso i portali degli enti di certificazione o attivare il contatto diretto. Ma evidentemente non basta.

Messner: possiamo pensare a certificati digitali

Che fare per evitare falsi e facilitare la via del personale sanitario al bilinguismo? «Come prima cosa – dice Messner – dobbiamo fare un’analisi delle criticitá emerse e delle debolezze del sistema attuale e parlo della difficoltà di verifica dei certificati esterni e dell’assenza di un sistema digitale centralizzato. Poi dobbiamo rafforzare i controlli e sviluppare linee strategiche di intervento, per esempio introducendo certificati digitali con firma elettronica o sinergie con banche dati degli enti certificatori internazionali. Vista l’innegabile forte pressione per ottenere il certificato linguistico e la presenza di reti organizzate che falsificano il documento, dobbiamo promuovere la formazione linguistica continua, responsabilizzando tutti gli attori coinvolti. Solo in un secondo momento possiamo, e questo è il mio pensiero, puntare ad eventuali correttivi sul patentino. Questione politica complessa».

Bianchi e Galateo, servono correttivi condivisi

Il vicepresidente Marco Galateo (FdI) non ha dubbi.«Abbiamo istituito la task force perchè analizzi la situazione nel suo complesso e proponga indicazioni di indirizzo per le decisioni che dovremmo prendere. Ricordo che l’interesse di tutti è promuovere la conoscenza della seconda lingua, nel rispetto del principio cardine dell’autonomia del diritto di ciascuno a parlare la propria madrelingua. Ma ricordo che allo stesso tempo non possiamo perdere professionalità importanti per il territorio». Coi medici che se ne vanno. Per Christian Bianchi – assessore provinciale (Forza Italia) – dai fatti accaduti devono emergere interessanti riflessioni. «Dobbiamo interrogarci , cercare di capire quali soluzioni trovare per rendere il patentino fattibile. Il principio del bilinguismo resta ma oggi il certificato va in parte ripensato. Non so cosa si deciderà di fare ma qualcosa – chiude – si dovrà fare».




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