The Boys 5: un episodio della serie anticipa un fatto di cronaca (legato a Trump) che è esploso sui social
La quinta stagione di The Boys continua a sfumare i confini tra satira e cronaca, trasformando quella che dovrebbe essere una esagerazione distopica in un inquietante specchio della realtà. L’episodio 3, intitolato “Every One of You Sons of Bitches”, è andato in onda proprio nella stessa settimana in cui il presidente Donald Trump ha pubblicato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù. Una coincidenza che ha dell’incredibile, considerando che gli sceneggiatori di Prime Video hanno completato le loro sceneggiature oltre un anno fa, ben prima delle elezioni presidenziali americane.
Il personaggio di Patriota, interpretato magistralmente da Antony Starr, ha iniziato a costruire la propria immagine messianica già dalla terza stagione. Ma il salto temporale narrativo della stagione 5 ha portato questa auto-deificazione a livelli completamente nuovi. Il supereroe più potente e disturbato dell’universo fictional di The Boys non si accontenta più di essere semplicemente amato o temuto: vuole essere venerato come una divinità. L’interazione con il fantasma di Madelyn Stillwell cementa questa convinzione delirante, quando lei lo definisce l’unico vero dio.
Che lo show di Eric Kripke abbia sempre avuto un rapporto complicato con la politica americana non è una novità. Le analogie tra Patriota e Trump sono state discusse, analizzate e criticate per stagioni intere. La quarta stagione ha diviso profondamente il pubblico proprio per le sue rappresentazioni troppo esplicite degli scontri tra Starlighters e sostenitori di Patriota, una chiara metafora della frattura politica statunitense. La quinta stagione è stata accolta con maggiore favore critico proprio perché questi parallelismi sono diventati meno didascalici, più sottili. Eppure, paradossalmente, è proprio ora che la realtà sta raggiungendo la finzione con una velocità disarmante.
La settimana scorsa, Trump ha condiviso sui social media un’immagine AI che lo raffigurava in panni cristologici mentre guariva i malati. Indipendentemente dalle intenzioni dichiarate, l’immagine conteneva inequivocabili riferimenti religiosi che hanno scatenato immediate e ampie controversie. Il tempismo non potrebbe essere più perfetto, o più disturbante: nello stesso momento in cui The Boys mostrava Patriota tentare di diventare una figura messianica per le masse, un presidente reale pubblicava un’immagine con simili connotazioni divine.
Il cuore pulsante di questa coincidenza non sta tanto nella singola immagine, quanto nel pattern più ampio. Patriota vuole silenziare i dissidenti, controllare la narrazione mediatica, essere adorato incondizionatamente dal pubblico. I suoi metodi sono spinti all’estremo tipico della serialità premium, amplificati dalle parole del fantasma di Madelyn che lo spinge verso l’immortalità e l’onnipotenza. Ma anche spogliato degli elementi soprannaturali, il ritratto rimane inquietantemente familiare.
Trump ha reso popolare l’espressione “fake news” per attaccare i giornalisti che lo criticano, ha coltivato un rapporto quasi cultuale con i suoi sostenitori più fedeli, e ora ha pubblicato un’immagine che lo colloca in una dimensione santificata. Il parallelismo con la finzione diventa quindi meno una scelta narrativa audace e più una documentazione involontaria del presente.
Eric Kripke, showrunner della serie, ha dichiarato che la stagione 5 è stata scritta prima delle ultime elezioni presidenziali. Considerando i tempi di produzione televisiva, l’episodio in questione è stato probabilmente completato più di dodici mesi fa. Questo dettaglio trasforma The Boys da commento satirico a qualcosa di molto più inquietante: una sorta di profezia culturale. Non è la serie che imita la vita, ma la vita che sembra seguire copioni già scritti per la TV.
Che si tratti di prevedere scandali AI, di rappresentare l’avidità corporativa prima che esplodesse nei titoli di giornale, o persino di anticipare dinamiche elettorali, The Boys sembra sempre un passo avanti. La scorsa stagione è stata criticata per essere troppo esplicita e irrealistica nelle sue rappresentazioni politiche. Eppure, con il passare del tempo, quei contenuti appaiono sempre meno esagerati e sempre più documentaristici.
Non è più questione di quanto audacemente The Boys possa spingere l’involucro della satira. È questione di quanto velocemente la realtà possa raggiungere e superare anche le rappresentazioni più esasperate. Mentre la stagione avanza, con Patriota che cerca di diventare immortale e di consolidare il suo status quasi divino, viene spontaneo chiedersi: cos’altro la serie potrebbe “prevedere” nei prossimi episodi?
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