Ospedale di Perugia, allergie ed epilessia: 900 mila euro per due progetti di ricerca

Circa 900 mila euro dal Ministero della Salute per due progetti di ricerca su microbiota nasale ed epilessia a esordio tardivo sono stati assegnati al Dipartimento di Neuroscienze e organi sensoriali dell’Azienda ospedaliera di Perugia, diretto dal professor Giampietro Ricci. Le risorse, ottenute nell’ambito dei bandi di ricerca finalizzata, finanziano studi destinati a sviluppare nuove conoscenze e possibili applicazioni cliniche in ambito neurologico e respiratorio.
Microbiota nasale Il primo progetto è dedicato allo studio del microbiota nasale e ha ottenuto un finanziamento pari a 450 mila euro. L’obiettivo è analizzare il ruolo della mucosa nasale e delle sue componenti biologiche nello sviluppo di patologie allergiche, respiratorie e neurologiche, anche attraverso strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale. Il professor Ricci in una nota del Santa Maria della misericordia spiega che «la sua struttura, che comprende epitelio respiratorio e olfattivo, la rende infatti un punto chiave di interazione tra ambiente e organismo». Il progetto punta inoltre a chiarire se le alterazioni del microbiota rappresentino una causa o una conseguenza delle malattie studiate, con possibili ricadute sulla diagnosi precoce e sullo sviluppo di nuove terapie. La ricerca sarà condotta in collaborazione con le sezioni di Neurologia, Microbiologia e Patologia del Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia, insieme all’Irccs San Raffaele di Roma, con un approccio multicentrico che integra competenze diverse.
Epilessia Il secondo progetto, finanziato per 437 mila euro, riguarda invece l’epilessia a esordio tardivo e il possibile legame con il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative. Coordinato dalla professoressa Cinzia Costa, lo studio si concentra sulla caratterizzazione dei pazienti attraverso valutazioni neuropsicologiche, biomarcatori e tecniche di neuroimaging avanzato. Secondo la professoressa Costa, «l’epilessia a esordio tardivo ed eziologia non determinata di causa sconosciuta è oggi sempre più riconosciuta come possibile segnale precoce della malattia di Alzheimer». Il progetto, denominato PREDICT, mira a individuare precocemente i soggetti a rischio di sviluppare deficit cognitivi, con l’obiettivo di migliorare la stratificazione clinica e sviluppare strategie terapeutiche personalizzate.
I commenti Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Antonio D’Urso, ha definito il finanziamento un riconoscimento rilevante per la struttura e per la sua capacità di attrarre risorse e sviluppare ricerca avanzata. Il rettore dell’Università, Massimiliano Marianelli, ha sottolineato come il risultato confermi la vitalità della ricerca biomedica e il valore della collaborazione tra università e sistema sanitario, indicando nella medicina di precisione una delle direttrici principali di sviluppo. Anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha evidenziato l’importanza dell’investimento, definendolo un contributo al rafforzamento della sanità pubblica e alla capacità di offrire cure più personalizzate ed efficaci. Secondo la Regione, il sostegno alla ricerca rappresenta uno strumento centrale per accelerare il trasferimento dei risultati scientifici nella pratica clinica.
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