il sottosuolo si allaga, disagi tra i passeggeri
Il cuore pulsante della Capitale si è improvvisamente fermato, o meglio, ha iniziato a “scorrere” nel modo sbagliato.
Un giovedì pomeriggio di ordinaria passione si è trasformato in un’odissea per migliaia di pendolari e turisti quando la stazione Termini, nodo vitale del trasporto romano, ha dovuto sbarrare i tornelli della Linea A.
Niente banchine affollate, niente annunci via altoparlante: i treni della “rossa” hanno continuato a sfrecciare tra Battistini e Anagnina, ma senza fermarsi.
Termini è diventata, per qualche ora, una stazione invisibile, una sosta cancellata dalle mappe del quotidiano a causa di un nemico silenzioso quanto implacabile: l’acqua.
Il guasto: quando la città “sopra” allaga quella “sotto”
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio del 16 aprile 2026. Secondo le prime ricostruzioni , il colpevole non sarebbe un guasto interno alle infrastrutture ferroviarie, ma la rottura improvvisa di una conduttura idrica esterna.
L’acqua, fuoriuscita dalla rete cittadina, ha trovato rapidamente una via verso il sottosuolo, filtrando nei locali della stazione fino a rendere le banchine della Linea A impraticabili.
Per ragioni di sicurezza, i dirigenti della municipalizzata non hanno avuto scelta: stazione chiusa ai viaggiatori e convogli “instradati” al transito senza sosta.
Un nodo a metà: la Linea B resiste, i treni viaggiano
Il paradosso del pomeriggio si è consumato nella natura duale della stazione. Se la Linea A affogava nei disagi, a pochi metri di profondità la Linea B (e B1) continuava la sua corsa come se nulla fosse.
I binari della “blu” non sono stati toccati dall’infiltrazione, permettendo ai treni verso Laurentina, Rebibbia e Jonio di mantenere la regolare fermata a Termini.
Nessun contraccolpo, fortunatamente, anche per la stazione ferroviaria di superficie. I convogli dell’Alta Velocità e i Regionali hanno continuato a far affluire e defluire migliaia di persone su Piazza dei Cinquecento, ignorando il dramma idrico che si stava consumando pochi metri sotto i loro piedi.
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