Liguria

“Ogni contrada è patria del ribelle”, la Valpolcevera in piazza per festeggiare la Liberazione e l’antifascismo di oggi

Genova. Il prossimo sabato 18 aprile, le strade della Valpolcevera torneranno a farsi teatro di impegno civile e memoria attiva. Sotto lo slogan “Ribelli per amore”, il coordinamento Valpolcevera Antifascista ha rilanciato l’oramai tradizionale corteo in occasione (e in anticipo) della festa del 25 Aprile, unendo ancora una volta la celebrazione dei valori della Resistenza alle lotte sociali e territoriali contemporanee.

L’appuntamento è fissato per le ore 15 in piazza Pallavicini, a Rivarolo, da dove partirà il corteo che attraverserà i quartieri della delegazione per arrivare La giornata inizierà già in mattinata: alle 12 è previsto un primo
incontro in Alta Valpolcevera, con un presidio presso piazza Partigiani a Pontedecimo.

ogni contrada è patria del ribelle

Il manifesto dell’evento

“Ribelli per amore”

L’iniziativa nasce dalla volontà di riaffermare i principi della Costituzione repubblicana in un contesto storico definito dagli organizzatori come caratterizzato da una “deriva autoritaria”, nel mondo come in Europa. “Siamo di fronte a una deriva autoritaria che tenta di rendere normale ciò che è disumano – si legge nel manifesto del corteo – la guerra, la repressione, la disuguaglianza. Vengono delegittimate le forme di protesta, sgomberati gli spazi sociali, svuotati i concetti di giustizia sociale, legalità e diritti, cioè le basi stesse della convivenza democratica. L’aumento delle spese militari impoverisce il pubblico e il sociale, mentre la paura del diverso e di chi resiste giustifica la militarizzazione dei territori e del pensiero”.

Una deriva che arriva anche nei quartieri: “Quartieri dove si assiste alla restrizione dello spazio pubblico, e alla riduzione dei servizi. Cementificazione e speculazione incontrastate producono ricchezza per pochi ed espulsione per molti – si legge nell’evento – Dopo il crollo del Ponte Morandi e la pandemia, la politica dell’emergenza è diventata prassi: decisioni calate dall’alto, tagli, privatizzazioni, nuove trasformazioni (Zona Logistica Semplificata) che rischiano di soffocare ulteriormente la vita delle nostre comunità. Per noi lo spazio non è merce: è luogo. Luogo di relazioni e di solidarietà, di cultura e di partecipazione. Luogo accessibile, sicuro, vissuto, costruito da chi lo abita e lo ama. Difendere questi luoghi significa, proprio anche in nome di questo amore, opporsi alla guerra, al razzismo, alla desertificazione sociale, alla devastazione ambientale e affermare un’idea di città giusta e inclusiva. Per noi l’antifascismo dei nostri giorni è questo: non solo memoria della Resistenza, ma pratica quotidiana di liberazione, costruzione di alternative, difesa dei diritti. (civili, sociali e di genere) L’eredità della Resistenza vive nelle lotte di tutti i giorni”.

W il 25 Aprile!

Come accaduto anche negli anni scorsi, gli attivisti della Valpolcevera, in questi giorni, stanno decorando le strade della Val Polcevera con le scritte dedicate al 25 aprile e in genere ai partigiani che in quella vallata operarono. Scritte sull’asfalto e su parti calpestabili, nel rispetto dello zone di pregio dei quartieri.

Una “mobilitazione pittorica” che riprende la tradizione, passata quasi nel dimenticatoio, di innondare le città di manifesti e scritte in occasione della più importante festa nazionale, arrivata dopo anni di “lotta all’oppressore” che il regime fascista altro non era.

Nelle mani, poi il dettaglio: le forme di metallo utilizzate per disegnare le stelle partigiane, sono le stesse che vennero usate fin dai primi anni del dopoguerra per le celebrazioni del 25 Aprile in Val Polcevera, e che ancora oggi passano di mano in mano per portare avanti questa tradizione di un territorio che, nonostante tutto, sa custodire la sua memoria, la sua volontà e la sua dignità.

 




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