la terra trema in Carnia e riaccende l’attenzione

La terra ha tremato ancora in Carnia. Nella notte tra il 15 e il 16 aprile una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata con epicentro a circa 5 chilometri a sud-sud-est di Preone, riportando l’attenzione su una zona storicamente sensibile dal punto di vista sismico. Il movimento principale è stato rilevato all’1.14 (ora UTC), a una profondità di circa 11 chilometri, ed è stato seguito pochi minuti dopo da un secondo evento di minore entità.
Decine di scosse in poche ore: la sequenza sotto osservazione
Non si è trattato di un episodio isolato. Nelle ultime 36 ore, infatti, l’area è stata interessata da circa 40 eventi sismici, la maggior parte di lieve entità, con il più forte registrato nei giorni precedenti con magnitudo intorno a 2.8. Una sequenza che, pur rientrando nei parametri tipici dell’attività sismica della fascia alpina friulana, viene monitorata costantemente dal Centro di ricerche sismologiche dell’Ogs, che ha effettuato le localizzazioni manuali degli eventi.
Nessun danno segnalato: situazione sotto controllo
Nonostante la scossa sia stata avvertita in diverse aree della regione, non si registrano conseguenze. La Protezione civile regionale ha infatti confermato che non sono arrivate segnalazioni di danni né a persone né a cose. Anche la centrale Nue 112 e la sala operativa di Palmanova non hanno ricevuto chiamate da cittadini o richieste di intervento. Un dato che conferma come, almeno per il momento, la situazione sia sotto controllo.
Epicentro e intensità: cosa dicono le mappe
Le elaborazioni dell’Ogs mostrano chiaramente la localizzazione dell’evento: l’epicentro si colloca nell’area montana tra Preone e la fascia carnica. La mappa macrosismica indica un’intensità percepita limitata, con effetti lievi e circoscritti nell’area epicentrale, senza impatti significativi su edifici o infrastrutture.
Un territorio che convive con il rischio sismico
Il Friuli, e in particolare la Carnia, resta una delle aree italiane più sensibili dal punto di vista sismico. Sequenze come quella registrata in queste ore non sono rare, ma vengono seguite con attenzione dagli esperti per cogliere eventuali evoluzioni. Al momento non ci sono segnali di criticità, ma il monitoraggio resta attivo e continuo.
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