Umbria

Ternana, probabile rinvio per l’assemblea dei soci. Una cordata interessata ad affiancare i Rizzo

di Mattia Farinacci

Tempo di decisioni in casa Ternana nella settimana che deciderà il futuro prossimo delle Fere. È infatti arrivata una delle due date cerchiate in rosso sul calendario rossoverde: quella di oggi 13 aprile, giorno dell’assemblea straordinaria dei soci convocata dall’amministratore unico Fabio Forti. Secondo quanto emerso nelle ultime ore e raccolto dalla nostra redazione, sembra probabile un rinvio della stessa assemblea al 16 aprile – data in cui sono previste le scadenze federali per gli stipendi dei tesserati del club – per avere più tempo a disposizione per poter dialogare e trovare una soluzione per la sopravvivenza del club. E se non trova conferma l’interessamento di un imprenditore locale, sembra invece che un gruppo di imprenditori italiani si sia fatto avanti e abbia iniziato delle interlocuzioni preliminari per affiancare i Rizzo nella gestione della Ternana. Intanto, anche il sindaco Bandecchi è tornato a parlare, dopo la bagarre di ieri con i Rizzo e la Regione, della vicenda che coinvolge il club rossoverde. Nella seduta consiliare di lunedì il primo cittadino di Terni ha proposto l’apertura di tre commissioni speciali d’indagine – poi non approvate per mancanza del numero legale – per chiarire la situazione societaria della Ternana, la questione del nuovo ospedale della città e la posizione della presidente della Regione Stefania Proietti circa il progetto stadio-clinica.

Rinvio dell’assemblea e una cordata interessata Torniamo all’appuntamento cruciale di oggi pomeriggio. Una nuova ipotesi si è fatta sempre più probabile sul tavolo delle possibilità dell’assemblea straordinaria dei soci convocata dall’amministratore unico Fabio Forti per le 18. Al momento quindi l’opzione più accreditata è quella di un rinvio al 16 aprile, giorno altrettanto importante in casa rossoverde in cui dovranno essere rispettate le scadenze federali sugli stipendi dei tesserati del club. Questa soluzione permetterebbe ai vertici societari di avere più tempo a disposizione per dialogare e trovare una soluzione. Dialogo che sembra già essere stato avviato con una cordata di 4/5 imprenditori italiani – non locali -, che in giornata dovrebbero inviare una pec alla famiglia Rizzo per discutere di un possibile accordo. Accordo che dovrebbe prevedere l’affiancamento alla famiglia romana per garantire la conclusione della stagione e l’iscrizione al nuovo campionato. Poi, una volta definito con certezza e autorizzazione dalla Regione il progetto stadio-clinica, la cordata potrebbe subentrare ai Rizzo. C’è da dire che infatti la Ternana, per struttura dei costi e investimenti da fare, è accessibile a pochi imprenditori in Italia.

Le commissioni d’indagine richieste da Bandecchi È tornato a parlare pubblicamente delle vicende rossoverdi anche il sindaco Bandecchi, protagonista nella giornata di ieri di un batti e ribatti con i Rizzo e la Regione. Ed è proprio sulla famiglia romana e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti che si concentrano la prima e la terza commissione richieste dal primo cittadino ternano: «Intendo chiedere al consiglio di aprire tre commissioni speciali d’indagine per tre argomenti di interesse pubblico – esordisce Bandecchi davanti al consiglio comunale -. La prima è per la Ternana Calcio, per sapere una volta per tutte se il 15 settembre i Rizzo erano o meno a conoscenza di che cosa era la Ternana e dei fatti dettagliati dalla due diligence e se i Rizzo erano consapevoli dei 14 milioni e 400mila euro di debito che il sindaco gli ha comunicato tramite il dottor Mangiarano. Credo che questa commissione d’indagine debba interrogare tutta una serie di persone che hanno lavorato a quella operazione al fine di smascherare o il sindaco di Terni, che a quel punto dovrà dimettersi perché è un ladro, o i Rizzo che dovranno pagare per le loro colpe. Il mio post di ieri dove dicevo che alle 18 avrei festeggiato con i pop corn lo rifarei tutti i giorni dato l’atteggiamento che i Rizzo hanno verso la città e la Ternana. Ripartire dalla D dopo il fallimento sarà un piacere per poi tornare in C dopo un anno. Questa città non può più accettare l’atteggiamento ricattatorio della famiglia Rizzo fatto con la complicità di altri. Anche perché i Rizzo in un comunicato di ieri hanno scritto prima del derby che loro aspettavano dei soldi destinati alla costruzione dello stadio per pagare gli stipendi. Ricordo che l’articolo 5.7 dell’accordo tra il Comune, Stadium e Ternana dice che dal 1 agosto i soldi che la Ternana avrebbe ricevuto per lo stadio dovevano essere versati alla società di scopo che doveva costruire lo stadio. La Ternana ha due milioni di euro che non ha ancora versato alla società di scopo. C’è un provvedimento preso dal Comune di Terni che dava permesso di costruire uno stadio e una clinica e che è stato guardato dal Tar, che ha detto che ancora oggi si può costruire lo stadio, cosa che i Rizzo non stanno facendo, e per la clinica dobbiamo chiedere alla Regione se ci sono i posti letto. Il Rup l’ha domandato circa una settimana e mezzo fa e non ha ancora ricevuto risposta. Quando arriverà la risposta andremo avanti. Siccome i Rizzo si potrebbero ritrovare con una causa di 70 milioni dal Comune questa commissione è fondamentale».

Terza commissione e nuova clinica a Narni E ancora il sindaco: «La terza commissione deve essere fatta sulla presidente della Regione perché o la presidente si deve dimettere o si deve dimettere il sindaco. È vero o falso che la presidente ha incontrato nei locali dei Rizzo la famiglia Rizzo? Questo non è proibito ma il punto è di cosa hanno parlato. Io ho testimonianze giurate, scritte e raccolte da un mio avvocato penalista che testimoniano gli orari, gli incontri e le dichiarazioni dei Rizzo: madre, figlia e padre. So esattamente che si è parlato di un terreno sotto Narni perché una persona sotto giuramento lo ha detto. La Proietti non può prendere in giro i ternani. Mi assumo la responsabilità di dire che prima si sono incontrati in una stazione di servizio e poi dai Rizzo stabilendo che a Terni non si sarebbe fatto né stadio né clinica perché il sindaco è un ladro. A questo punto lei avrebbe fatto fare la clinica ai Rizzo su altre terre e in altro modo. Andremo a indagare se questo è vero o no». Tutte e tre le commissioni (la seconda riguardava il nuovo ospedale di Terni) non sono però state approvate dal consiglio, in quanto è venuto a mancare il numero legale.

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