Toscana

Ancora caos al terminal dei bus

Grosseto. Nella mattina di sabato 11 aprile, la situazione al terminal bus di piazza Marconi, presso la stazione ferroviaria di Grosseto, ha evidenziato ancora una volta i problemi di sicurezza e sovraffollamento più volte segnalati dai sindacati del trasporto.

Alcuni pullman sostitutivi del servizio di Ferrovie dello Stato sono stati parcheggiati per alcune ore negli stalli del trasporto pubblico locale, impedendo la normale circolazione dei mezzi del servizio pubblico locale.

Le sigle Filt-Cgil e Ugl, attraverso i rispettivi rappresentanti Alberto Allegrini e Giuseppe Dominici, hanno espresso forte preoccupazione per le condizioni operative degli autisti e le pregresse mancate convocazioni da parte del Comune di Grosseto. Un Comune che risulta non sarebbe intervenuto in maniera risolutiva la mattina di sabato, lasciando nella situazione di caos autisti e clienti del trasporto pubblico locale.

«Per noi nel piazzale continua a mancare la sicurezza, lì non c’è, a partire dal fatto che si deve fare sempre marcia indietro per fare la manovra. Ora con la nuova barriera parapedonale il passaggio è regolamentato, ma le persone transitano anche nel mezzo al parcheggio. Noi abbiamo firmato un protocollo di sicurezza che impegna anche le istituzioni, dal Comune alla Prefettura, ma ancora, a differenza di altre località nella regione, non riusciamo a vedere risultati concreti», sottolineano i rappresentanti sindacali.

Per regolamentare e mettere in sicurezza l’area del terminal bus, nelle settimane scorse, era stato presentato un progetto da parte del Comune. «Ma di questo progetto presentato non sembra funzioni qualcosa – rimarcano i sindacalisti –. Ci sembra più un palliativo che una soluzione concreta. Dopo la staccionata c’era in programma l’installazione delle telecamere, ma non ne sappiamo niente e non abbiamo più avuto aggiornamenti dal Comune, che, continuando a non convocarci, ma a uscire sulla stampa con qualche novità, non sta contribuendo a quel clima di dialogo sano che dovrebbe portare a una soluzione».

L’incidente di sabato ha peggiorato una situazione che i sindacati definiscono ormai cronica. «Abbiamo chiamato il Comune per sbloccare la situazione, ma non abbiamo avuto alcun risultato. I mezzi sostitutivi per il treno non sono del trasporto pubblico locale, ma sono rimasti nel parcheggio senza che nessuno potesse fare niente. Su piazza Marconi e sul terminal bus quindi sono rimaste solo le promesse fatte, delle quali abbiamo visto ben poco. Leggere di progetti e novità sulla stampa, senza essere direttamente coinvolti, crediamo inasprisca i rapporti tra Comune e chi sul piazzale ci lavora tutti i giorni. Sul piazzale servono risultati concreti, che arrivino da un progetto altrettanto concreto e condiviso, da effettuarsi anche passo passo se le risorse non sono immediatamente disponibili. La questione sicurezza è primaria e la soluzione deve fondarsi su un dialogo veramente condiviso dove tutti sono partecipi. Ma un dialogo fatto tramite stampa, che parte da convocazioni che escludono quella o quell’altra parte, è un gioco infantile che, come vediamo, porta a ben poco, perché le criticità poi si ripetono e si inaspriscono, e non si risolvono con le uscite stampa» proseguono.

«Anche per questo chiediamo che la Prefettura intervenga appena possibile in qualità di garante di un dialogo proficuo e risolutivo», chiedono Allegrini e Dominici.

«La piazza soffre da tempo di sovraffollamento dei mezzi e sabato è stato un caso evidente. Se gli stalli del trasporto pubblico locale sono occupati da altri vettori, gli autisti sono costretti a far salire e scendere le persone fuori dagli stalli, in situazioni di pericolo per operatori e passeggeri», ribadiscono Allegrini e Dominici.

Secondo i sindacati, le criticità si concentrano soprattutto nelle fasce orarie più trafficate, tra le 8 e le 13, quando il trasporto degli studenti si incrocia con le coincidenze regionali. «Se già normalmente la situazione è di Far West, in quelle ore è davvero difficile operare in sicurezza. E se gli stalli dei bus sono occupati da altri vettori significa continuare a far salire e scendere ragazzi non in condizioni di sicurezza. C’è un cartello che indica chiaramente che l’area è riservata al trasporto pubblico locale, ma la disciplina non viene rispettata», denunciano i rappresentanti.

Allegrini e Dominici concludono: «La sicurezza non può essere rimandata. Gli autisti operano con professionalità, ma sono costretti a farlo in condizioni difficili, su un’area comunale per la quale il Comune non risponde e non convoca i sindacati per procedere insieme verso una soluzione. Non si può certo dire che la situazione sia risolta»


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