Toscana

Nove mesi dopo è tutta un’altra Giostra. Prima serata di prove in piazza Grande


Ci eravamo lasciati con Porta del Foro in trionfo e un digiuno pesantissimo interrotto dopo 7 anni. La Giostra di settembre 2025 aveva sparigliato le carte, con i mesi che sono venuti dopo a completare l’opera. I cambiamenti sono stati tanti e significativi, roba che se qualcuno se ne fosse andato sulla Luna per riatterrare in piazza Grande stasera, avrebbe impiegato una buona mezz’ora per rimettere in ordine le cose. 

Cambiamenti nei quartieri

Ricapitolando: Martino Gianni, dopo l’addio burrascoso a Sant’Andrea, ha traslocato armi e bagagli a Porta Crucifera e si è portato dietro Matteo Bruni e Leonardo Tavanti, giostratori biancoverdi di riserva promossi subito titolari a Colcitrone, dove Lorenzo Vanneschi e Gabriele Innocenti hanno salutato il quartiere. Porta del Foro, nonostante il motto “squadra che vince non si cambia” valga anche in Giostra, ha deciso di sostituire Matteo Vitellozzi, trionfatore nove mesi fa, con Giulio Vedovini, talento in rampa di lancio nonché figlio di Enrico, che a capo della squadra tecnica ha già messo il sigillo su un’attesa inversione di rotta. Insieme a lui nel team giallocremisi è tornato Andrea Vernaccini, ex Colcitrone, cercato anche da Sant’Andrea che invece ha riallacciato i rapporti già da un anno con Lele Formelli. Confermati i giostratori Tommaso Marmorini e Saverio Montini, nonostante un 2025 privo di soddisfazioni. Tutto liscio, invece, a Porta Santo Spirito, dove comunque c’è un Luca Veneri in più a lavorare alle scuderie, mentre Gianmaria Scortecci sarà il primo giostratore della storia a scendere sulla lizza con la qualifica di consigliere comunale (appena eletto). 

Le prime prove in piazza

Per quanto riguarda la cronaca, è stata la prima, classica serata di prove, con una linea di condotta piuttosto generalizzata: spingere sì ma con giudizio e senza forzare. Soprattutto provando cavalli, traiettorie, passaggi vicino al buratto. La sorte ha deciso che sarà Colcitrone ad aprire sabato prossimo la piazza, vedremo se con Bruni (in sella a Giana) oppure Tavanti (Pesca). Esordienti entrambi, avranno un battesimo di fuoco. Bruni stasera ha cominciato malino, perdendo due volte la lancia e recuperandola al volo nella terza circostanza. Di lì in avanti è migliorato ed è tornato sui suoi standard. Il tutto sotto gli occhi di Re Martino, uno che in Giostra trasforma in oro tutto ciò che tocca. Porta del Foro correrà con Francesco Rossi (Hollywood), carico a molla dopo la lancia d’oro del settembre scorso e mattatore come sempre gli accade in prova. Accanto a lui Vedovini junior (Ice) atteso dalla conferma nella Giostra vera dopo le ottime cose con le riserve. Elia Cicerchia sarà in sella a Toni, Scortecci a Doc: per i due alfieri gialloblu un’altra vittoria vorrebbe dire agguantare a quota 15 il mitico Tripoli Torrini. Sarebbe l’ennesimo record, il cui cammino d’avvicinamento si è aperto con una sessione di prove in assoluta scioltezza. Sant’Andrea chiuderà i giochi con Marmorini (protagonista di un doppio 5 che ha fatto calare il sipario sulla serata) insieme a Conte e Montini in tandem con Bianca. Ovviamente, salvo novità nei prossimi giorni.

“La Giostra da tutelare”

L’unica tribuna montata, almeno per adesso, si è riempita intorno alle 21.30. Quartieristi, turisti, spettatori più o meno interessati hanno impreziosito il colpo d’occhio, in attesa che venga montata anche la tribuna B davanti alle Logge. Fra i seggiolini si potevano ascoltare disquisizioni tecniche e non solo, con gli episodi di cronaca di stanotte a Porta del Foro che tenevano banco. Giovani e meno giovani la pensavano allo stesso modo: “La Giostra va tutelata da infiltrati che approfittano delle serate nei quartieri per fare casino. Poteva scapparci il morto e sarebbe stato un dramma”. 

Per fortuna non è successo. Per fortuna il Saracino resta uno straordinario catalizzatore di attenzioni ed emozioni, sia fuori che dentro la lizza. Dettaglio degno di nota: tra grandi ex e affiliati attuali, Sant’Andrea porterà in piazza sei giostratori e due allenatori. Un record insolito che instilla nella Giostra un ulteriore quid di imprevedibilità.

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