Toscana

Cas sbarrati per la nostra lista: un regolamento favorisce l’establishment


“La par condicio, ad Arezzo, sembra essere un privilegio concesso solo a chi il sistema lo abita già da anni. Esiste una prova inconfutabile per individuare chi rappresenti la vera e unica novità di questa tornata elettorale: basta guardare chi non può entrare nei Centri di Aggregazione Sociale (CAS)”. Così Alternativa Comune Arezzo racconta il paradosso di trovarsi a cercare luoghi di incontro perché, in virtù di un regolamento, la lista non può usufruire dei locali dei Cas. 

“Mentre i soliti noti occupano le sale, Alternativa Comune Arezzo resta fuori, colpita da un’esclusione che è, nei fatti, una medaglia al valore del nostro civismo indipendente”, affermano e sostengono di essere “l’unica lista elettorale a cui viene negato l’accesso a questi spazi per le proprie iniziative pubbliche”.
“Il paradosso è servito: mentre tutte le altre forze politiche sfilano comodamente in strutture che appartengono alla collettività, a noi quella porta viene chiusa. Il motivo risiede in un regolamento comunale liberticida, scritto da chi sta dentro per tenere fuori chi sta fuori. Una norma cucita su misura per l’establishment, che riserva l’agibilità politica nei Cas ai soli gruppi consiliari uscenti. Ma questa è anche una prova del nove: se fai parte del passato, hai il tappeto rosso; se rappresenti il futuro e il cambiamento, ti mettono il bavaglio”.
“Questa non è tutela degli spazi pubblici, è una deliberata strategia per alterare la competizione elettorale e silenziare le voci nuove prima ancora che possano parlare ai cittadini nei loro luoghi di aggregazione.
Non saranno questi sotterfugi burocratici a fermarci. Al contrario, questa ostilità conferma la bontà della nostra proposta. Il nostro impegno con gli aretini è dunque già scritto: una volta in Consiglio Comunale, cancelleremo immediatamente questa norma ingiusta. La democrazia non può avere un “diritto d’ingresso” riservato a pochi; restituiremo i luoghi della città a tuttә i cittadinә e a tutte le forze politiche, senza distinzioni”.

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