un oltraggio alla memoria di Pamela Mastropietro
«Si registra con profonda indignazione l’ennesimo atto vandalico ai danni della panchina dedicata a Pamela Mastropietro, situata presso Piazza Re di Roma, nel Municipio VII. Si tratta di un atto barbaro e inaccettabile, che non colpisce soltanto un bene pubblico, ma un simbolo profondo di memoria, rispetto e impegno contro la violenza sulle donne» dichiara la Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità di Fratelli d’Italia, Lorena Vinzi.
«Un gesto vile – prosegue la nota – che rappresenta uno sfregio alla dignità di una giovane vittima e al dolore della sua famiglia, che continua a chiedere rispetto e giustizia. Insieme alla Senatrice Ester Mieli, Capo Dipartimento Nazionale Pari Opportunità di Fratelli d’Italia, all’On. Marco Perissa, Coordinatore Romano FdI, e alla collega Monica Pietropaolo, Responsabile del Dipartimento Vittime di Violenza di Fratelli d’Italia Roma, ho personalmente espresso la mia piena e sincera solidarietà alla madre di Pamela, Alessandra Verni, raccogliendo il suo dolore e la sua amarezza. Da questo confronto è emersa con forza una sensazione di abbandono da parte delle istituzioni, che non può e non deve essere ignorata.
Pur nel rispetto delle decisioni della magistratura, desta preoccupazione il fatto che Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo dopo tre gradi di giudizio confermati in Cassazione, stia intraprendendo percorsi che potrebbero condurlo, nel tempo, all’accesso a benefici penitenziari. Non si tratta di mettere in discussione i principi del sistema giuridico, ma di aprire una riflessione seria sul tema della sicurezza e della tutela delle vittime. La storia del nostro Paese impone una riflessione seria sul tema. Nel caso della Strage del Circeo, tra i responsabili, quello che dopo essere tornato in libertà uccise altre donne è Angelo Izzo. Izzo, dopo aver scontato parte della pena, ottenne benefici e misure alternative. Nel 2005, mentre si trovava in regime di semilibertà, commise un duplice omicidio, uccidendo due donne. Episodi come questo non possono essere ignorati quando si affronta il tema della concessione di permessi e misure alternative per soggetti condannati per crimini efferati. Non si tratta di negare diritti, ma di garantire in primo luogo la sicurezza dei cittadini e il rispetto dovuto alle vittime».
«Il principio delle pari opportunità – conclude Lorena Vinzi – deve essere interpretato nella sua accezione più ampia: garantire diritti sì, ma senza dimenticare chi ha subito violenza. Pari opportunità significa anche dare voce alle vittime, sostenere le loro famiglie e assicurare che la loro memoria venga tutelata e rispettata. Si chiede pertanto un intervento deciso delle istituzioni, in questo caso del Comune di Roma, affinché vengano rafforzate le misure di tutela dei luoghi simbolo e venga riaffermata con forza la centralità della sicurezza dei cittadini. Ricordare Pamela è un dovere morale. Difenderne la memoria è una responsabilità collettiva».
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