Sardegna

Sanità, Schillaci a Cagliari: “Avanti con medicina territoriale e stop liste d’attesa” – Cagliaripad.it

Crediti foto: Ministero della Salute – Facebook

La riforma della sanità territoriale e la riduzione delle liste d’attesa sono al centro dell’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci, oggi a Cagliari in occasione di un incontro dedicato al sistema sanitario. Nel corso dell’iniziativa, promossa dai Riformatori Sardi nell’ambito della scuola di formazione politica, il ministro ha sottolineato la necessità di rafforzare la medicina di prossimità, puntando su strutture e personale.

“La riforma della medicina territoriale è fondamentale e stiamo lavorando per questo con le regioni. Stiamo monitorando e avremo bisogno anche di far sì che le Case di comunità siano pienamente operative” ha detto. “Non possiamo lasciarci scappare questa opportunità, perché vuol dire avere una sanità più moderna, più vicina ai cittadini, con meno afflusso ai Pronto soccorso, con una maggiore presa in carico dei pazienti e, soprattutto, delle persone più fragili”.

Uno dei temi più sentiti, soprattutto in Sardegna, resta quello delle liste d’attesa. Il ministro ha annunciato l’imminente pubblicazione dei dati aggiornati a livello nazionale. “Abbiamo fatto una legge. Saranno disponibili nel giro di un mese sul sito di Agenas i risultati regione per regione. Questo permette finalmente di avere in tempo reale un aggiornamento sulle liste di attesa, prestazione per prestazione”.

Schillaci ha rivendicato l’azione del Governo, richiamando anche le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando come per la prima volta sia stato affrontato il problema in modo strutturale. “Rivendico il fatto, come ha detto ieri in Parlamento il presidente Meloni, che per la prima volta c’è una legge che affronta questo problema. Il Governo non si è tirato indietro. Sappiamo e sapremo dove ci sono liste lunghe per alcune prestazioni, significa trovare insieme alle regioni delle soluzioni”.

Il ministro ha infine posto l’accento sulle differenze ancora esistenti tra i territori italiani, ribadendo la necessità di una maggiore collaborazione istituzionale. “Devo dire che purtroppo ancora oggi ci sono troppe disparità tra regione e regione, tra nord e sud, e questo è inaccettabile perché, come ripeto sempre, le aspettative di vita o la possibilità di avere una prestazione non possono certo dipendere dal posto di residenza di un singolo cittadino”.

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