Marche

Ancona, botte anche quando era incinta con pugni sulla pancia della moglie: «Voleva buttarmi dalla finestra»

ANCONA – Il matrimonio trasformatosi in una prigione, fatta di botte, prevaricazioni e minacce. Aveva denunciato tutto questo alle forze dell’ordine una giovane bengalese, quando nell’estate del 2024 aveva avuto la forza di puntare il dito contro il marito, un connazionale di 27 anni. L’uomo è finito sotto accusa per maltrattamenti in famiglia. L’altro giorno è iniziato il dibattimento davanti al collegio penale. Le prime a salire sul banco dei testimoni: la vittima (parte civile con l’avvocato Pietro Sgarbi) e la mamma, dato che la coppia di sposi viveva nell’abitazione dei genitori di lei. Una scelta che l’imputato avrebbe mal digerito.

 

La ricostruzione

La querela sporta dalla 21enne è stata acquisita agli atti e le sono state poste domande a chiarimento, dalle quali è emerso che poco prima di fidanzarsi con l’imputato, aveva contratto il matrimonio (concordato) con un altro connazionale. Ad ogni modo, la donna aveva sostenuto di aver vissuto almeno tre anni di inferno, dove in pratica non sarebbe stata libera di vivere una vita autonoma. In particolare, aveva parlato di percosse quasi quotidiane (schiaffi, calci e pugni), vessazioni, minacce, soprusi e umiliazioni. In un’occasione, come aveva denunciato lei, il marito l’avrebbe portata a forza verso una finestra dell’appartamento, con l’intenzione (tutta da provare) di buttarla di sotto.

Già un mese dopo l’inizio della convivenza, il 24enne l’avrebbe costretta al silenzio, pena ritorsioni nei confronti dei suoi familiari. L’avrebbe anche minacciata di lasciarla, mettendo fine al matrimonio. La donna sostiene anche che nel novembre del 2023 sarebbe stata indotta con l’inganno a prendere alcuni farmaci, che l’avrebbero portata all’aborto. Circostanza tutta verificare nel corso del dibattimento. Le violenze sarebbero state taciute per paura di ritorsioni e vendette. Una condotta maltrattante che sarebbe continuata, se non aumentata, alla scoperta della gravidanza di lei nei primi mesi del 2024. «Lui pretendeva che io abortissi» aveva detto la donna alle forze dell’ordine. Così l’imputato, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, l’avrebbe colpita alla pancia.

La paura

Un episodio di violenza sarebbe esploso anche al Piano, in strada, al termine del quale la giovane per paura era corsa al pronto soccorso del Salesi. Alla fine, all’inizio dell’estate del 2024, era stato l’uomo a lasciare l’abitazione. Difeso dall’avvocato Iacopo Casini Ropa, respinge ogni accusa. Deve ancora essere sentito. L’11 novembre proseguirà il processo.




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