Puglia

Maxi frode sulle accise, 4 ai domiciliari nel Salento

Quattro persone agli arresti domiciliari e un totale di 23 indagati per una maxi frode sulle accise nel Salento. Il Comando provinciale della Guardia di finanza di Lecce sta eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, sia coercitive – arresti domiciliari – che interdittive, nei confronti di quattro persone: sono tutte di origini salentine e sono indagate, a vario titolo, di associazione per delinquere volta alla commissione di plurimi delitti in materia di accise e contro la fede pubblica. Contestualmente è stato effettuato un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore di circa 120mila euro.

Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Gallipoli e coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, hanno consentito di svelare tre distinti e paralleli sistemi di frode. In primis, è stata accertata l’ingegnosa costituzione di imprese operanti nel settore dell’agricoltura, nonché la formazione di documentazione ideologicamente falsa, presentata ai competenti uffici Uma (Utenti motori agricoli), il tutto finalizzato a ottenere il rilascio di Libretti fiscali di controllo. Agli associati venivano assegnati rilevanti quantitativi di prodotto petrolifero ad aliquota agevolata, che – invece di essere destinati al riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, o all’esercizio dell’attività agricola – venivano ceduti a terzi non aventi diritto, operanti nelle province di Lecce e Brindisi, e questi li destinavano a usi soggetti a maggiore imposta, come riscaldamento e autotrazione.

Inoltre, è stato accerato che un deposito commerciale di prodotti petroliferi che fungeva da distributore stradale di carburante era dedito a rifornire i serbatoi di alimentazione di centinaia di automezzi con gasolio destinato all’agricoltura. Infine, altri due imprenditori agricoli mettevano a disposizione di un terzo soggetto complice i loro Libretti fiscali di controllo, con un’assegnazione annuale di ingenti quantitativi di gasolio agevolato, per essere destinati a usi soggetti a maggiore imposta.

Le operazioni, nel complesso, hanno permesso di deferire alle competenzi autorità giudiziarie (Lecce e Brindisi) complessivamente 23 soggetti indagati a vario titolo per sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Accertata la distrazione, per usi non consentiti, di oltre 500mila litri di prodotti petrolifero, di cui oltre 300mila litri già consumati in frode, con un’evasione di accisa pari a 156mila euro

 




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