Contratti scaduti e tutele sospese: in Calabria la Sanità privata scende in piazza
C’è una sanità che non compare nei report ufficiali, ma che ogni giorno sostiene una parte decisiva del diritto alla cura. È quella delle strutture private accreditate, diffuse anche in Calabria, dove ospedali e ambulatori rappresentano spesso l’unica alternativa per chi non trova risposte nel pubblico. Un sistema parallelo, integrato e indispensabile, che funziona grazie al lavoro di mille operatori sanitari tra infermieri, tecnici, oss. Sono gli stessi professionisti che spesso hanno lasciato il pubblico attratti da condizioni economiche migliori e da percorsi più flessibili. Ma sono anche quelli che oggi si ritrovano a svolgere identiche mansioni, con analoghe responsabilità, senza però vedersi riconosciuti gli stessi diritti contrattuali. Dietro la qualità delle prestazioni offerte dal privato convenzionato si nasconde una condizione lavorativa dffusa con salari e tutele fermi nel tempo.
I contratti nazionali di riferimento (quelli della sanità privata e delle Rsa) mostrano la distanza: otto anni senza rinnovo per Aiop, quattordici per Aris. Una distanza enorme che ha eroso potere d’acquisto, congelato carriere e reso ordinaria una precarietà che non dovrebbe appartenere a chi garantisce servizi essenziali di qualità, regolarmente rimborsati dalla sanità pubblica. E’ una questione di dignità professionale, di equilibrio tra responsabilità e riconoscimento.
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