Calabria

Reggio, scontro di ’ndrangheta a Gallico nuovo processo per Sergio Iannò

Da approfondire e rivalutare una delle imputazioni chiave del processo con rito ordinario “All in 2”, l’operazione della Procura antimafia con cui è stato inferto uno dei recenti duri colpi alle ‘ndrine di Gallico in contrasto per la conquista della leadership sul territorio della popolosa ed antica frazione a nord della città. I giudici della quinta sezione della Corte suprema di Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati Pasquale Foti e Cosimo Albanese, hanno annullato con rinvio la sentenza di condanna – 12 anni di reclusione per il delitto di associazione mafiosa – a carico di Sergio Iannò, tra gli imputati di primo livello dell’inchiesta.

A suo carico la Corte d’appello di Reggio nel novembre 2025 aveva confermato il verdetto di primo grado riconoscendo la responsabilità ed il ruolo nelle dinamiche mafiose di Gallico in accoglimento della tesi accusatoria sostenuta dal pool di indagine coordinato dal pm antimafia Sara Amerio e condotto sul campo dai carabinieri.

Sergio Iannò era stato accusato e condannato per aver fatto parte della consorteria criminosa Rugolino, storica anima di ‘ndrangheta che opera tra Catona e Gallico. Il procedimento “All in 2” era stato avviato come sequenza investigativa del processo definito per l’omicidio di Giuseppe Canale, ucciso a Gallico il 12 agosto del 2011 quando i killer ingaggiati dai clan locali, in trasferta dal Vibonese, non lasciarono scampo all’obiettivo designato: tutti gli imputati sono stati condannati a 30 anni di reclusione.
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