gli scenari – Il Tempo

Petrolio sulle montagne russe con il conflitto Usa-Iran che lascia i mercati col fiato sospeso. Lunedì ad alta tensione sui mercati delle materie prime. Il prezzo del petrolio viaggia all’insegna della volatilità, in scia alle notizie e indiscrezioni sull’evolversi delle tensioni in Medio Oriente e sullo Stretto di Hormuz. Il focus è su cosa accade nelle trattative per un cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.
Dopo un inizio di giornata in cui le quotazioni avevano dato segni di cedimento, il mercato è andato in altalena con un rally del WTI (West Texas Intermediate), il greggio di riferimento americano, che nelle prime ore di scambi sui mercati aveva ceduto il 2% e ha poi invertito bruscamente la traiettoria girando in terreno positivo. Per qualche minuto la quotazione è aumentata dello 0,3%, toccando i 111 dollari al barile, per poi scendere sotto questa soglia.
Il Brent è sceso a 108 euro circa, per poi risalire oltre 109. L’incertezza sul futuro del conflitto genera a sua volta incertezza sui mercati di ora in ora. Nelle ultime ore la conferma del salvataggio di un pilota statunitense abbattuto in Iran con le minacce di Trump ha rinfocolato i timori di uno stop prolungato delle forniture. “Se dipendesse da me prenderei il petrolio, lo terrei e faremmo un sacco di soldi. E mi prenderei cura del popolo iraniano molto meglio di quanto sia stato fatto finora”, ha detto il presidente Usa, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca Il piano per un cessate il fuoco di 45 giorni fra Usa e Iran è “una delle tante idee” sulle quali si discute al momento, ha detto un funzionario della Casa Bianca al giornalista Barak Ravid della testata Axios.
Intanto, la guerra Iran-Usa si traduce in preoccupazione crescente per la crisi energetica oltreoceano. La Lega in una nota chiede che “l’Europa prenda atto della situazione internazionale e valuti le forniture di petrolio e gas dalla Russia. I nostri cittadini devono essere difesi”. Perché “il sostegno a famiglie e imprese è urgente e non rinviabile”. Immediato il commento di Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, a LaPresse: “Con Salvini e la Lega siamo su binari paralleli e come ho detto al Senato qualche giorno fa, con petrolio e gas dalla Russia, l’Italia e l’Europa risolvono i loro problemi. Con le sanzioni su Mosca non si è risolto niente. I consumatori e i cittadini italiani sono i più penalizzati dal blocco delle forniture. Si è determinato quindi un rischio bollette alte per colpa di decisioni sbagliate di Bruxelles”.
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