Liguria

Genoa battuto dalla Juventus, De Rossi: “Volevamo essere più aggressivi, la loro qualità ci ha fatto sembrare addormentati”


Il Genoa dorme per un tempo, poi si risveglia e dà un senso a questa Pasquetta. Dorme un po’ per demeriti suoi, un po’ per meriti della Juventus come ha sottolineato mister Daniele De Rossi nel post partita. Il Grifone perde 2-0 allo Stadium facendo una brutta figura nei primi 45 minuti e mostrando carattere nella ripresa. Per il tecnico il piano gara non ha funzionato, ma ci sono anche i meriti degli avversari.

Commenta De Rossi a Sky Sport: “Avevo chiesto pazienza nell’impostare il gioco per provare a togliergli un po’ di ritmo. Però loro hanno una grande condizione e ci hanno costretto a giocare con il blocco basso. Noi non siamo riusciti a riaggredirli. Nel secondo tempo invece abbiamo fatto delle cose belle”.

L’ingresso di Baldanzi ha sparigliato le carte, ma tutta la squadra ha girato meglio nella ripresa: “Non penso sia solo merito di Baldanzi anche se è entrato benissimo. Abbiamo tolto la palla alla Juve e cercato di farli giocare senza palla. Tommaso è stato bravo e ha permesso alla squadra di salire”.

La sosta ha tolto energie al Genoa? De Rossi risponde così: “La sosta ce l’ha avuta anche la Juve, le difficoltà nel preparare la partita sono le stesse degli avversari. Noi volevamo cercare di essere più aggressivi e recuperare qualche pallone in più, ci siamo riusciti solo nel secondo tempo. A volte i giocatori delle altre squadre spesso sbagliano, questi invece ci hanno fatto sembrare addormentati“.

Infine il tecnico dice la sua sulla crisi del calcio italiano, post eliminazione dal Mondiale: “Per guardare al futuro bisogna sempre guardare un pochino indietro. Ognuno ha la sua ricetta magica, io nella mia scuola calcio provo a spiegare le basi della tecnica. Tutti però dobbiamo capire che i risultati li vedremo non dal prossimo Europeo o Mondiale, ma tra 10, 15 o 20 anni. Dobbiamo avere pazienza nella crescita dei talenti, soprattutto se il metro di paragone è Totti o Del Piero. Bisogna differenziare i maestri di calcio dagli allenatori che vogliono vincere campionati. E infatti bisogna pagare questi istruttori come un lavoratore vero“.




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