Umbria

Turismo, Pasqua e Pasquetta: in Umbria lieve flessione ma occupazione superiore all’80%

di Daniele Bovi

Una lieve flessione in un quadro che rimane comunque positivo, anche se per le prossime settimane le incognite – legate in particolar modo al conflitto in Medio Oriente – non mancano. Mentre il giorno di Pasquetta volge al termine, il presidente di Federalberghi Umbria, Simone Fittuccia, traccia con Umbria24 il bilancio della due giorni di festa per quanto riguarda l’andamento del turismo.

Il quadro A livello regionale, spiega Fittuccia, è stata una due giorni «veramente interessante», con una media di occupazione alberghiera che si è attestata intorno all’80 per cento, in leggero calo (-5 per cento) rispetto allo scorso anno, e con un soggiorno medio ridotto da tre a due giorni. Nonostante la flessione, il turismo ha comunque garantito un buon movimento per le attività commerciali, dai ristoranti ai bar fino ai negozi di artigianato artistico. «Oggi – sottolinea Fittuccia – le città si stanno svuotando per il rientro a casa, ma il turismo “fuori porta” sta aiutando molto le attività locali».

I numeri Anche grazie agli eventi francescani, Assisi si conferma la destinazione di punta, con un occupazione vicina al 100 per cento, mentre Santa Maria degli Angeli registra percentuali tra l’85 e il 90 per cento. Fittuccia parla poi di «buoni risultati» anche per Todi, Gubbio, Orvieto e Spoleto, dove l’occupazione ha beneficiato anche delle prenotazioni dell’ultimo minuto: partendo da un 70-75 per cento di riempimento, la percentuale è salita fino a un ulteriore 5-7 per cento grazie alle decisioni prese negli ultimi giorni. Ad aver inciso è stato anche il meteo favorevole, che ha contribuito a incentivare gli italiani a spostarsi fuori porta, con giornate di sole e caldo oltre la media che hanno reso più appetibili sia le mete culturali sia quelle naturali.

I conflitti Anche il lago Trasimeno, dove lunedì sono state organizzate anche corse extra dei traghetti verso le isole per far fronte alla grande presenza di turisti, ha registrato un buon andamento, con un’occupazione intorno all’80 per cento, grazie soprattutto al turismo locale e proveniente dalle regioni limitrofe come Toscana e Lazio. Fittuccia evidenzia che mentre gli italiani, anche a causa di un minore potere di spesa, hanno preferito soggiorni brevi, i turisti stranieri mostrano ancora qualche incertezza a causa dei conflitti internazionali: «Se gli eventi bellici non termineranno a breve – spiega – il rischio è che questa situazione si protragga per tutto aprile e maggio, con la speranza che a giugno si possa riprendere una stagione consona alle nostre aspettative».

Le previsioni Per quanto riguarda invece le prossime settimane, l’evento clou per quanto riguarda Perugia sarà certamente il Festival internazionale del Giornalismo, che «darà un forte impulso»; in vista ci sono poi il 25 aprile, che cadrà di sabato, e sopratutto il ponte del Primo maggio, «per il quale le previsioni sono forse migliori di quelle di Pasqua». Secondo il presidente di Federalberghi, «spesso, quando la Pasqua cade presto, gli italiani tendono a passarla in casa, mentre per i ponti successivi preferiscono andare in vacanza». Nel complesso «c’è una soddisfazione generale tra le imprese turistiche – conclude Fittuccia – che vedono questo ponte pasquale come l’apertura della stagione estiva in Umbria». 

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