I Maga d’Europa scaldano i motori per le prossime elezioni – Altre news
Le elezioni in Ungheria aprono le danze ma molte altre seguiranno. Il biennio 2026-2027 sarà infatti chiave per i destini politici dell’Europa e gli occhi sono puntati sui movimenti populisti di estrema destra, un tempo dati vicini alla Russia di Vladimir Putin e oggi inseriti nella galassia Maga di Donald Trump – le due cose spesso non si escludono. A settembre toccherà alla Svezia, dove sono in calendario le parlamentari. Poi, nel 2027, sarà la volta dei big: Francia, Italia, Spagna e Polonia. Se si aggiungono le presidenziali in Germania (test cruciale per la leadership del cancelliere Friedrich Merz), si capirà perché il destino di Viktor Orban ha un significato più ampio.
La strategia di sicurezza nazionale Usa parla esplicitamente di sostegno ai partiti filosoficamente più vicini all’attuale amministrazione, specie nel campo della lotta all’immigrazione (per mantenere le società europee affini agli interessi americani). Orban è poi il padre dei Patrioti, il gruppo che al Parlamento Europeo dà una rappresentanza a molte delle sigle Maga blustellate (tuttavia non tutte, Alternativa per la Germania ad esempio non ne fa parte). La visita di JD Vance a Budapest serve proprio a questo: spingere l’alleato oltre il traguardo. A sua volta, sarà un test per capire se le intromissioni Maga pagano, alle urne, oppure creano l’effetto contrario, vista l’impopolarità della guerra in Iran. Insomma, il marchio Trump potrebbe rivelarsi tossico più di quello di Putin.
L’attuale primo ministro svedese, Ulf Kristersson, ha aperto alla possibilità di integrare al governo i Democratici Svedesi – attualmente il secondo partito, nonostante le radici neo-naziste – dopo le prossime elezioni. Guidati da Jimmie Åkesson, promettono il pugno duro sull’immigrazione, comprese politiche di remigrazione ma, allo stesso tempo, hanno espresso posizioni critiche sulla politica Usa in Groenlandia. La stessa Afd ha deciso di ridurre i rapporti con i Maga in Usa – con annessi tagli delle visite negli States – poiché potrebbe avere degli effetti negativi sui gradimenti in patria. Se l’onda lunga della guerra in Iran si tradurrà davvero in una recessione in Europa, la tossicità del brand Maga potrebbe persino aumentare.
A soffrire è persino la special relationship con la Gran Bretagna. Un sondaggio YouGov condotto la scorsa settimana ha rivelato che solo il 14% dei britannici ritiene ancora che il Regno Unito e gli Stati Uniti abbiano una ‘relazione speciale’ e solo il 18% desidera un avvicinamento con l’America mentre, al contrario, il 57% desidera rapporti migliori con l’Ue. Nigel Farage, altro grande alleato di Trump, non ne sarà certo entusiasta. In questo contesto, le elezioni del 2027 sono lontane anni luce ma certi elementi già si delineano. Prendiamo Jordan Bardella, leader dei Patrioti all’Eurocamera e potenziale candidato alle presidenziali (Marine Le Pen per ora è ineleggibile ma si vedrà). L’interesse nazionale francese, sull’economia e sulla difesa, è all’opposto dei Maga e non sarebbe facile correre con una piattaforma sostenuta, ad esempio, da Vance. Se ci spostiamo in Spagna, troviamo una situazione analoga. Santiago Abascal guida Vox – oltre ad essere il presidente dei Patrioti – e si professa un alleato di ferro di Trump. Cosa farà il Partito Popolare nel caso in cui per andare al governo dovrà per forza di cose stilare un’alleanza con Vox? Non è un caso se Pedro Sanchez è diventato il nemico numero 1 del presidente Usa.
In Polonia già si vede l’effetto delle contraddizioni. Il presidente Karol Nawrocki, del ‘maghiano’ Pis, ha preso decisioni molto nette, come opporre il veto al piano Safe dell’Ue, che per Varsavia vale 44 miliardi di euro, e il partito ora è al minimo storico nei gradimenti.
La posizione ambigua di Trump sull’Ucraina, che per tutto l’est Europa è al contrario una questione di primaria importanza, così come la buona salute della Nato, non aiuta di certo a fare bella figura sull’opinione pubblica. In Finlandia come in Estonia. La sfida dunque potrebbe essere inedita: trumpiani sì, ma di nascosto.
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