il “padrino del denim” che ha trasformato i jeans in alta moda
IVREA – Il mondo della moda piange la scomparsa di Adriano Goldschmied, figura leggendaria e considerata universalmente il “padrino del denim”, morto all’età di 82 anni dopo una lunga battaglia contro una malattia. Nato a Ivrea nel 1943 in una famiglia triestina di origine ebraica, deve il nome ad Adriano Olivetti di cui suo padre Livio, membro del Partito d’Azione e legato a Giustizia e Libertà, era molto legato. Goldschmied ha lasciato un segno indelebile nell’abbigliamento globale, rivoluzionando un capo semplice e funzionale – il jeans – fino a renderlo simbolo di stile, identità e innovazione culturale.
Dal jeans da lavoro alla passerella
La carriera di Goldschmied iniziò quasi per caso nei primi anni ’70: con un piccolo negozio di jeans a Cortina d’Ampezzo, intuì che quel semplice tessuto potesse diventare qualcosa di più, capace di esprimere personalità e desiderio. Nel 1974 fondò Daily Blue, primo passo verso la nascita del fenomeno del “denim di lusso”, introducendo nuove silhouette e trattamenti che resero il jeans un capo premium.
Negli anni successivi, la sua visione si consolidò nella fondazione del Genius Group, incubatore creativo da cui nacquero alcuni dei brand più importanti dell’abbigliamento casual di sempre, tra cui Diesel e Replay. Il suo lavoro non si limitò a creare marchi: Goldschmied fu anche mentore di talenti e punto di riferimento per generazioni di designer.
Innovazione e sostenibilità: una visione oltre il tempo
Goldschmied non fu soltanto un creativo capace di reinventare il denim, ma anche un precursore della sostenibilità nel settore tessile. Molti anni prima che la sostenibilità divenisse una parola chiave nell’industria della moda, egli sperimentò materiali innovativi come le fibre Tencel, introdusse tecniche come il stonewash e promosse l’uso di denim super stretch.
La sua ossessione negli ultimi anni era l’obiettivo di creare un jeans a impatto ambientale zero, una sfida che considerava “il compito del secolo” per l’industria del futuro.
Un’eredità che supera la moda
Goldschmied non era solo un imprenditore: era un educatore, un consigliere generoso e una voce critica all’interno di un settore spesso restio ai cambiamenti. La sua filosofia, semplice ma radicale, era quella di non fermarsi mai: “quando raggiungi un successo, riparti da zero”, affermava spesso.
Oltre ai brand che ha fondato o contribuito a plasmare, lascia anche una comunità di professionisti che lo ricordano non solo per i jeans, ma per il modo in cui ha saputo guardare al futuro con curiosità e passione.
La famiglia e il ricordo
Goldschmied è morto a Castelfranco Veneto e lascia la moglie Michela e le figlie Glenda e Marta, quest’ultima attiva nel mondo della moda seguendo le orme del padre.
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