LG Rollable smontato in video: com’è fatto il capolavoro mai nato
Per la serie “a volte ritornano”, oggi torniamo a parlare di uno degli smartphone più originali e strani mai visti: LG Rollable, lo smartphone arrotolabile che avrebbe dovuto debuttare in commercio nel 2021 e che invece non ha mai visto l’arrivo nei negozi, complice la chiusura della divisione mobile di LG.
Un’unità quasi definitiva è però finita tra le mani di Zack Nelson (JerryRigEverything), che l’ha completamente smontata in un video dedicato. Il risultato è un misto di fascino e frustrazione: il telefono appare ancora oggi più avanzato di molti modelli del 2026, soprattutto per la gestione del display arrotolabile.
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Come funziona il display arrotolabile di LG Rollable
LG aveva scelto una strada diversa dagli attuali pieghevoli: invece di una cerniera centrale, il suo Rollable usa un meccanismo motorizzato che allunga il display come un rotolo di pergamena.
In modalità compatta lo schermo misura circa 5,5″, con l’ingombro di uno smartphone tradizionale.
Con un semplice swipe, il pannello si estende fino a quasi 7,5″, avvicinandosi al formato di un piccolo tablet (area simile a un iPad mini), senza pieghe visibili e senza dover aprire nulla a mano.
Secondo le informazioni interne LG citate nel video, il sistema era progettato per circa 200.000 estensioni, un numero in linea con le stime di durata dei pieghevoli attuali. Un dato che lascia intendere un progetto pensato per l’uso quotidiano, non solo per stupire in fiera.
LG aveva integrato sfondi animati che si espandono insieme al display, così da rendere visibile la transizione tra formato compatto e allargato in modo più naturale.
C’è poi una modalità di secondo display posteriore: la parte flessibile dello schermo, quando rientra, si ripiega sotto una copertura in vetro sul retro e può mostrare widget, notifiche e anteprime fotocamera. Di fatto, un piccolo pannello esterno integrato nello stesso OLED principale, senza aggiungere un secondo schermo separato.
Dentro il meccanismo: motori, guide e protezioni
Una volta rimosso il pannello OLED curvo, Zack mette a nudo la parte più interessante di LG Rollable: la meccanica interna.
Ai lati del display corre una struttura di supporto definita a effetto “cerniera lampo“, una serie di elementi ravvicinati che guidano il pannello mentre scorre, distribuendo le tensioni. All’interno del telaio compaiono anche delle spazzole anti‑polvere, pensate per proteggere la porzione di schermo che resta arrotolata.
L’estensione è affidata a due motori con ingranaggi, assistiti da tre bracci a molla che aiutano a mantenere il movimento fluido e uniforme. L’insieme appare chiaramente complesso e probabilmente costoso da produrre in grandi volumi, ma il livello d’integrazione mostra un progetto molto più maturo di un semplice prototipo da laboratorio.
Forse l’aspetto più impressionante del video arriva alla fine: dopo aver rimosso vetro, cornici, decine di viti, il pannello flessibile e l’intero gruppo motorizzato, Zack riesce a rimontare il Rollable e ad accenderlo di nuovo.
Questo passaggio suggerisce che LG avesse già ragionato anche sulla riparabilità, nonostante la struttura complicata. Un telefono con un meccanismo così delicato che continua a funzionare dopo uno smontaggio completo non è scontato, soprattutto per un prodotto mai arrivato in commercio.
Guardando oggi il Rollable, in un mercato dominato dai pieghevoli a cerniera e dai soliti rettangoli, viene spontaneo chiedersi come sarebbe evoluto il settore se LG avesse davvero lanciato questo formato. Forse non sarebbe diventato un best seller, ma avrebbe offerto agli utenti più entusiasti un’alternativa interessante.
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