“Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del Paese”

A diciassette anni dal terremoto del 6 aprile 2009, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ricorda una delle pagine più drammatiche della storia recente dell’Abruzzo e dell’Italia.
“Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese. Oggi ricordiamo commossi le 309 persone la cui vita fu spezzata dalla violenza del terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo”, ha dichiarato il ministro.
Nel messaggio, Piantedosi ha rivolto un pensiero anche ai feriti e a tutte le persone che hanno affrontato le conseguenze del sisma: “Il mio pensiero va anche a tutti coloro che rimasero feriti e a chi, con dignità e determinazione, ha affrontato il dolore e la devastazione che seguirono”.
Il terremoto, con epicentro nei pressi dell’Aquila, causò oltre 1.500 feriti e circa 70mila sfollati, segnando profondamente il territorio e la comunità abruzzese.
Il ministro ha voluto inoltre sottolineare il ruolo fondamentale dei soccorritori intervenuti nelle ore successive alla tragedia: “Rinnovo la mia gratitudine alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione civile e a tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane e assistere la popolazione colpita”.
Infine, un richiamo all’impegno per il futuro: “Insieme al ricordo di quanto accaduto rinnoviamo l’impegno a proseguire lungo la strada intrapresa, per garantire sempre più sicurezza ai nostri territori”.
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