Friuli Venezia Giulia

Confcooperative FVG, Saccavini confermato al vertice


Continuità e radicamento territoriale. Sono questi i pilastri emersi dall’assemblea regionale di Confcooperative Fvg – settore Consumo e Utenza, riunitasi presso la Cooperativa di Consumo di Premariacco. L’assise, aperta dal presidente regionale Daniele Castagnaviz, ha decretato il rinnovo dei vertici associativi, confermando per acclamazione Gianni Saccavini nel ruolo di coordinatore. Un segnale di forte compattezza per un comparto che Saccavini guiderà insieme a Sabrina Francescutti (Coop Casarsa) e Enio Pittino (Secab). “Il nostro impegno sarà rafforzare la presenza cooperativa nei territori, specie nei piccoli comuni, dove siamo presidio economico e sociale”, ha dichiarato Saccavini, lanciando però un monito: “Servono aiuti concreti e leggi regionali che portino frutti reali”.

I numeri di un sistema capillare

I dati presentati durante i lavori delineano un quadro di grande rilevanza. A livello nazionale, come spiegato dal direttore Antonio Amato, Confcooperative gestisce oltre un quinto delle vendite nella distribuzione moderna, superando il 26% nei minimarket. Una rete che copre 2.000 Comuni italiani. In Friuli Venezia Giulia, la Federazione riunisce 40 cooperative (tra consumo e utenza, incluse le idroelettriche) con quasi 30 mila soci e 300 addetti. Un sistema da 67 milioni di euro di ricavi che il presidente nazionale Roberto Savini ha definito cruciale per la tenuta del territorio. Tra le novità più rilevanti, il riconoscimento legislativo delle cooperative di comunità nel nuovo Codice regionale del Commercio, illustrato dal direttore Massimo Giordano. Secondo Castagnaviz, queste realtà rappresentano il futuro dei servizi essenziali nei centri minori.

La sfida contro lo spopolamento

All’incontro ha partecipato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, insieme ai consiglieri Di Bert e Pozzo. Bordin ha analizzato le criticità del commercio locale, stretto tra l’avanzata dell’e-commerce e i cambiamenti demografici che alimentano la desertificazione commerciale. L’impegno della Regione, ha assicurato Bordin, è volto a sostenere le aree fragili e contrastare lo spopolamento attraverso risorse dedicate. Tuttavia, “invertire la rotta richiede tempo e azioni coordinate”. La chiusura dei lavori ha ribadito un concetto chiave: solo la sinergia tra istituzioni e sistema cooperativo può garantire risposte efficaci alle sfide della modernità, tutelando la coesione sociale e le specificità montane e locali.


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