Sicilia

Tregua di 45 giorni sul tavolo tra Usa e Iran ma il petrolio vola e Trump alza la minaccia

Una tregua di 45 giorni con l’obiettivo di arrivare alla fine permanente della guerra: è questo l’obiettivo a cui sarebbero lavorando Stati Uniti e Iran con l’ausilio dei mediatori internazionali: lo scrive il sito Axios, citando fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui.

Secondo il sito è improbabile che si arrivi a un accordo parziale nelle prossime 48 ore ma questo tentativo in extremis è l’unica possibilità di evitare una drammatica escalation nella guerra con attacchi massicci sulle infrastrutture civili iraniane a cui seguirebbe le rappresaglie di Teheran contro i siti energetici e legati all’acqua dei Paesi del Golfo.

Il petrolio allunga il passo in apertura di settimana tra le nuove minacce di Donald Trump all’Iran sulla distruzione delle sue centrali elettriche e di altri impianti nel caso in cui la leadership di Teheran dovesse decidere di non «firmare un accordo» o di non «aprire lo Stretto di Hormuz», braccio di mare dove transita il 20% del greggio mondiale circa: il Wti segna un rialzo dell’1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%).

«Se non fanno qualcosa entro martedì sera, non avranno più centrali elettriche e non avranno più ponti in piedi», ha detto Trump in un’intervista al Wall Street Journal rilasciata domenica. Giovedì i future sul petrolio hanno guadagnato 11,42 dollari al barile, il loro maggiore rialzo giornaliero da aprile del 2020, quando si erano ripresi dopo il calo durante il lockdown per il Covid. Il prezzo di riferimento del Wti, il greggio statunitense, è aumentato di circa il 70% dall’inizio dei bombardamenti sull’Iran: non era così alto da giugno 2022, dall’invasione russa dell’Ucraina che aveva sconvolto i mercati energetici. Alcuni analisti e operatori si aspettavano un tono più conciliante da parte del tycoon nel fine settimana: al contrario, il presidente ha sparigliato ancora le carte minacciando l’Iran con l’adozione di misure draconiane e distruttive.


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