Basilicata

Camorra, catturato Roberto Mazzarella, tra i latitanti più pericolosi d’Italia

Dopo un anno di latitanza è stato catturato Roberto Mazzarella, 48 anni, ritenuto capo del clan Mazzarella di Napoli. Si nascondeva in un resort di lusso in Costiera Amalfitana


NAPOLI – È finita nella notte, tra venerdì 3 e sabato 4 aprile 2026, la latitanza di Roberto Mazzarella, 48 anni, ritenuto il capo del potente clan di Camorra che porta il suo nome. L’uomo, inserito dal Ministero dell’Interno tra i quattro latitanti più pericolosi d’Italia, è stato catturato dai carabinieri dopo un’indagine durata oltre dodici mesi.

FINISCE LA LATITANZA DI ROBERTO MAZZARELLA

Mazzarella si nascondeva in una villa di pregio a Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana. Al momento dell’irruzione non ha opposto resistenza: era insieme alla moglie e ai due figli.

LA CATTURA E LE INDAGINI

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha visto impegnati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale partenopeo, lo Squadrone “Cacciatori di Calabria” e le Api del gruppo di Napoli, con il supporto della Capitaneria di Porto di Salerno che ha monitorato le acque circostanti.

All’interno della villa di lusso sono stati sequestrati tre orologi di pregio, circa 20mila euro in contanti, telefoni cellulari, documenti falsi e alcuni manoscritti che potrebbero contenere una “contabilità” dell’organizzazione criminale. Su questi reperti sono in corso ulteriori accertamenti.

ROBERTO MAZZARELLA, L’ACCUSA, MANDANTE OMICIDIO PER VENDETTA

Il boss, nipote dei capiclan storici Ciro, Gennaro e Vincenzo Mazzarella, era ricercato dal 24 gennaio 2025. Il Tribunale di Napoli aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo il 18 aprile dello stesso anno.

Mazzarella è accusato di essere il mandante dell’omicidio di Antonio Maione, un uomo estraneo alla criminalità, ucciso il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia napoletana. Secondo gli investigatori, si trattava di una vendetta trasversale nell’ambito di una faida interna tra clan rivali della zona.

COLPO ALLA CAMORRA EUROPEA

Con questa cattura, la DDA di Napoli mette a segno un nuovo e significativo colpo contro la criminalità organizzata. La lunga latitanza di Mazzarella aveva alimentato tensioni nei quartieri della periferia est di Napoli, dove il clan continua a contendere il controllo del traffico di droga e delle attività illecite.

L’arresto del boss segna dunque un decisivo passo avanti nella lotta dello Stato contro la Camorra, confermando l’efficacia della sinergia tra forze speciali e magistratura antimafia.


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