Basilicata

Matera, tassa di soggiorno, no all’aumento

Tassa di soggiorno a Matera, le associazioni turistiche chiudono all’ipotesi del sindaco: «Nessun via libera». Cambia ancora lo scenario delle scelte partito da un incontro con gli operatori


«Nessun via libera su aumento della tassa di soggiorno». È una frenata in piena regola quella che arriva ieri, venerdì 3 aprile 2026, da Cna, Confesercenti, Confapi, Confcommercio, Albergatori, Associazione B&B, Confindustria dopo l’intervista di mercoledì scorso del sindaco di Matera al “Quotidiano” in cui Nicoletti legava questa scelta ad un’intesa nell’ultima riunione con gli operatori e comunque ad una condivisione sulle modalità e sulle somme da utilizzare.

TASSA DI SOGGIORNO A MATERA, IL NO DELLE ASSOCIAZIONI

Nei giorni scorsi la Confapi sembrava aver aperto all’ipotesi legata però anche all’introduzione di una tassa d’ingresso su cui l’Amministrazione con un voto anche in una mozione in Consiglio vorrebbe andare avanti. Poi la frenata che pur in presenza di una serie di valutazioni da condividere e di incastri da definire pare chiudere a qualsiasi tipo di discussione o di apertura sulla questione.

LA FRENATA DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

«Le associazioni di categoria, in rappresentanza del comparto ricettivo e turistico della città, esprimono il proprio fermo dissenso e prendono formalmente le distanze dalle recenti dichiarazioni del Sindaco riguardanti un presunto “via libera” all’innalzamento dell’imposta di soggiorno. Le associazioni avevano pensato di prendere in considerazione, eventualmente, tale possibilità solo a seguito dell’introduzione della tassa di ingresso e dopo almeno un anno di sperimentazione della stessa».

LA PRESA DI POSIZIONE CONTRO L’AUMENTO DELLA TASSA DI SOGGIORNO

«In un frangente storico estremamente delicato, caratterizzato da una contrazione del turismo internazionale dovuta alla sistematica cancellazione di rotte aeree e dall’incremento dei costi energetici e dei carburanti, colpire il comparto turistico appare una scelta strategica fallace, ingiustificata e ingiustificabile.
Aumentare la pressione fiscale sul turista significa ignorare le difficoltà di un settore che già fatica a causa di una stagionalità marcata. Si rammenta come la tassa di soggiorno abbia un’incidenza sul costo globale del soggiorno e non soltanto sul prezzo di vendita della singola camera» scrivono le associazioni.

MISURA IN CONTROTENDENZA CON L’OBIETTIVO DI ALLUNGARE LA DURATA DEL SOGGIORNO A MATERA

«Le Associazioni, inoltre, evidenziano come tale misura sia in totale controtendenza con l’obiettivo, più volte condiviso con l’Amministrazione, di allungare la durata media del soggiorno. Un ulteriore aggravio economico spingerebbe inevitabilmente Matera verso un modello di “turismo giornaliero”, trasformando la città in una meta per gite rapide e ridimensionando il ruolo delle strutture ricettive. Anziché sviluppare un percorso di crescita qualitativa, ci si trova dinanzi allo spettro di una preoccupante regressione».

LE RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

«Le istanze del tavolo tecnico: Trasparenza e Condivisione , ovvero la visione anticipata della bozza del Bando Eventi e la concertazione anzitempo dei criteri di assegnazione delle risorse. Rimodulazione Risorse: Un potenziamento degli investimenti per le luminarie natalizie nei Rioni Sassi, operando una riduzione delle spese previste per la notte di Capodanno, in forza di un incremento di quelle previste per le luminarie».

LO STANZIAMENTO DI FONDI

«Lo stanziamento di fondi specifici per la Promozione della Festa della Bruna su scala nazionale e internazionale. Decoro e Servizi: Un impegno concreto sulla gestione dei bagni pubblici, sulla pulizia dei cestini e sull’istituzione di corse gratuite per le navette nei Sassi. Gestione Logistica: L’immediata eliminazione del parcheggio di Lanera come zona camper, in quanto area priva di requisiti e infrastrutture idonee. Attivazione Convenzione con l’Agenzia delle Entrate per il pagamento della imposta di soggiorno tramite F24: si ripropone con forza la richiesta, atteso che la mancata attivazione della predetta convenzione impedisce alle imprese del settore turistico-ricettivo, beneficiarie di agevolazioni sotto la forma del credito di imposta, oggi sempre più diffuse, di poter utilizzare i propri crediti fiscali per compensare il pagamento dell’imposta di soggiorno e avere così effetti positivi».


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