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Il Chelsea punisce Fernandez, il capitano sospeso due gare per aver detto “Madrid mi piace davvero” – Calcio

Escluso dalle prossime due partite – quindi temporaneamente fuori rosa – per aver strizzato l’occhio al Real Madrid. Enzo Fernandez, centrocampista argentino capitano del Chelsea, non giocherà la sfida dei quarti di FA Cup contro il Port Vale e quella successiva di campionato contro il Manchester City. Lo ha annunciato il tecnico dei blues, Liam Rosenior. “Ho parlato con Enzo e abbiamo preso una decisione: non sarà disponibile per la partita col Port Vale né per quella contro il Manchester City. Ha superato il limite e dovevamo prendere dei provvedimenti”.

Liam Rosenior

Liam Rosenior (reuters)

Le parole di Fernandez

La colpa di Fernandez? Durante gli impegni con la nazionale, il giocatore argentino, acquistato dal Chelsea a gennaio 2023 per la cifra record di 120 milioni di euro, ha messo in dubbio il suo futuro al Chelsea ammettendo che “Madrid mi piace davvero, è simile a Buenos Aires”.

Rosenior: “Devo proteggere il club”

Parole che non sono piaciute al club inglese: “Come carattere, persona e giocatore, ho il massimo rispetto per Enzo Fernandez e per ciò che ha ottenuto in carriera. È frustrato perché voleva che il Chelsea avesse successo quest’anno. Lo vuole ancora, e possiamo ancora riuscirci. La decisione è stata presa di comune accordo. La porta non è chiusa per Enzo, è una sanzione, ma devo proteggere questo club e la sua cultura. Se è ancora felice al Chelsea? Non posso parlare per lui. Quello che so è che quando è stato in campo, anche nella sconfitta contro l’Everton, non è mai mancata la grinta”.

Il confronto con Cucurella

Rosenior si è confrontato anche con Cucurella, che nei giorni scorsi ha detto che al posto del club non avrebbe mai esonerato Maresca. “La mia delusione per la sua intervista riguarda la piega che ha preso. Avrebbe dovuto parlare prima con noi. Voglio che i giocatori sappiano che possono esprimersi apertamente per il bene del club – le parole di Rosenior -. A me sta bene un ambiente in cui possiamo essere aperti, trasparenti e confrontarci. Ci sono certe conversazioni che devono restare a porte chiuse. Quello che non c’è – e voglio essere molto chiaro su questo – è una spaccatura nello spogliatoio. Non esiste un gruppo di giocatori che non parla con un altro gruppo. Siamo uniti, me compreso. Ogni club attraversa momenti difficili. Abbiamo vissuto 10 giorni molto difficili, ora è il momento di stare insieme e dare il massimo”.




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