«Abusata quando ero adolescente». Fa denuncia, il fratellastro a giudizio. Ora il 40enne jesino è accusato di violenza sessuale

JESI «Quando ha saputo dell’accusa, è scoppiato in lacrime. Mi disse: zia, non l’ho mai toccata». Un’accusa pesantissima quella che ha portato sul banco degli imputati un 40enne jesino, a processo per violenza sessuale aggravata. Il dibattimento si è aperto dopo la denuncia, sporta nel 2019, dalla sorellastra. La ragazza, oggi 28enne, si era rivolta alla Squadra Mobile di Ancona, sostenendo di essere stata abusata la prima volta quando non aveva ancora compiuto 14 anni. Altri episodi sarebbero avvenuti almeno fino al 2014.
La ricostruzione
La denuncia, cinque anni dopo. Una ritorsione secondo l’imputato, difeso dall’avvocato Andrea Natalini. L’uomo, su cui non è mai pesata alcuna misura cautelare, rigetta ogni contestazione, tanto che ha scelto il dibattimento per dimostrare l’estraneità ai fatti contestati dalla procura. La 28enne, già sentita nel corso dell’incidente probatorio, si è costituita parte civile con il legale Tiziano Luzi. Stando all’accusa, gli abusi sessuali sarebbero avvenuti sia in casa (c’erano stati diversi traslochi in varie città della Vallesina) che fuori. Abbracciano un lasso di tempo che va dal 2011 al 2014.
Le testimonianze
Ieri il collegio penale ha ascoltato i testimoni della difesa, tutti appartenenti alla sfera familiare delle due parti in causa. La prima ad essere sentita è stata una zia, che per un periodo aveva anche convissuto con la 28enne. «Dell’accusa contro mio nipote ne sono venuta a conoscenza nel dicembre del 2019- ha raccontato – e prima di allora lei non mi aveva mai raccontato nulla. Nè io avevo avvertito dissapori o problematiche In casa, tra l’altro, c’era sempre qualcuno». Imputato e vittima, quindi, non sarebbero mai stati soli. La donna aveva interpellato il nipote a proposito dell’accusa: «Quando ho chiesto spiegazioni, lui non ha trattenuto le lacrime, lei invece non ne ha mai voluto parlare». Il 40enne, davanti alla zia, aveva negato di aver molestato la sorellastra.
Sul banco dei testimoni, anche la moglie dell’imputato. Ha raccontato che la 28enne, prima dell’esplosione dei fatti, era stata ospite a casa della coppia (risiede fuori regione). Avrebbe anche cercato di avere un lavoro nell’azienda gestita dalla cognata. Proprio la mancata realizzazione dell’accordo – tesi della difesa – sarebbe stata alla base della denuncia. «I rapporti tra mia sorella e lui? Normali. Ma non ho mai chiesto nulla, tanto mi è sembrata scandalosa questa cosa» ha detto il fratello maggiore della 28enne. Il processo è stato aggiornato.




