Chi ha ucciso Charlie Kirk?
C’è una nuova svolta sull’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre durante un evento nel campus della Utah Valley University. Dopo la sua morte, diversi esponenti della destra Usa hanno sollevato dubbi sulla versione ufficiale, a partire dall’ex capo stratega della Casa Bianca Steve Bannon, il quale disse che “sembra tutta una sceneggiatura, dobbiamo andare fino in fondo”. Ora il mistero si infittisce dopo che l’analisi balistica federale sul proiettile che ha provocato il decesso non rileva alcun legame conclusivo con il fucile rinvenuto sulla scena del crimine. Gli avvocati di Tyler Robinson, accusato dell’omicidio, hanno chiesto di rinviare l’udienza preliminare prevista a maggio per esaminare nuove prove, tra cui i risultati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosive, che non collegano in modo definitivo un frammento di proiettile all’arma, come riporta il Guardian.
L’accusa afferma di avere elementi solidi, tra cui tracce di dna riconducibili all’imputato sul grilletto del fucile e sui bossoli, ma i legali di Robinson contestano la validità delle prove, mettendo in evidenza la presenza di più profili genetici sui reperti, circostanza che, a loro dire, renderebbe necessaria un’analisi più approfondita e complessa. Il 22enne è accusato di omicidio aggravato per la sparatoria e i procuratori intendono chiedere la pena di morte, mentre lui non ha ancora formalizzato la sua dichiarazione di innocenza o colpevolezza. Robinson avrebbe confessato al padre di aver sparato e ucciso Kirk nel campus, l’uomo avrebbe quindi confidato l’accaduto a un pastore che collabora con gli Us Marshals, e il giovane si sarebbe infine costituito presso l’ufficio dello sceriffo della contea il giorno successivo all’omicidio. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, Robinson avrebbe anche inviato un messaggio al suo partner affermando di aver preso di mira Kirk perché “ne aveva abbastanza del suo odio”.
Il rapporto sull’analisi del proiettile è stato mantenuto riservato, tuttavia i legali ne hanno citato alcuni stralci in altri documenti pubblici, dai quali emerge che i risultati sono stati inconcludenti. L’esito di un’analisi balistica forense dipende in larga misura dalle dimensioni e dalle condizioni dei frammenti di proiettile esaminati: gli esperti cercano segni microscopici unici, che rimangono impressi sul bossolo nel momento in cui questo attraversa la canna dell’arma da fuoco. Tali striature sono assimilabili alle impronte digitali, in quanto non esistono due armi da fuoco capaci di lasciare segni identici.
Dopo l’uccisione di Kirk sono emerse numerose teorie del complotto, spesso sostenute da personaggi noti. C’è chi ha attribuito la morte dell’attivista conservatore a Israele, al movimento Maga o ai militanti transgender.
Il patron di Tesla Elon Musk ha sostenuto l’idea che l’assassino non abbia agito da solo, e anche la podcaster di destra Candace Owens non crede che la persona accusata sia l’unica responsabile, lasciando intendere di credere che Israele abbia avuto un qualche ruolo.
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