Liguria

Il fine vita e la figura della Doula: il convegno interdisciplinare con medici e psichiatri


Genova. Tanto pubblico e grande attenzione al Teatro Von Pauer-Opera don Orione, in via Ayroli a Genova, per il convegno “Abitare la soglia”, con rappresentanti del mondo religioso, professionisti della medicina e della psichiatria. Punto di partenza il libro scritto da Linda Alfano, Rosagemma Ciliberti e Ivano Malcotti sul fine vita. Il convegno è stato aperto dall’intervento dell’on. Alberto Pandolfo, che ha ricordato la necessità di portare in Parlamento la questione del fine vita. poi don Dorino Zordan direttore dell’Opera Don Orione ha raccontato il valore dell’esempio di don Orione mentre don Marco Doldi docente di bioetica Issr Liguria, ha evidenziato quali sono i cambiamento della società ma anche i punti di ferma offerti ai credenti.

Poi c’è spazio per il dialogo con interventi di Rosagemma Ciliberti, professoressa di Bioetica Università di Genova, Ivano Malcotti presidente So.Crem ETS, Mario Amore professore di Psichiatria dell’Università di Genova, Alessandro Bonsignore presidente Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri, Pietro Ciliberti presidente Ligure della Società Italiana di Psichiatria, Rina Luigina De Lauri responsabile della Casa delle Parole, Nicolò Patroniti ordinario di Anestesia e Rianimazione di Unige, Alessia Sigismondi dirigente infermieristico e referente per la formazione Paverano-Opera Don Orione. Il dibattito si chiuso con la discussione con il pubblico Intervento musicale a cura del soprano Virginia Giordano “Armonie della soglia: la musica come esperienza di accompagnamento”.

Attraverso il dialogo tra prospettive accademiche, professionali e comunitarie, l’evento intende aprire una riflessione condivisa e interdisciplinare sulla cura della relazione, sulla vulnerabilità e sulle forme contemporanee del sostegno nel tempo del limite. Per quanto riguarda il libro Rosagemma Ciliberti ha spiegato che «Il libro invita a non rimuoverlo, ma a riconoscerlo e attraversarlo, perché proprio nel limite emergono i bisogni più autentici di relazione, senso e presenza. In una società capace di superare molti limiti sul piano tecnico, si rischia però di perdere la capacità di sostarvi: il limite, quando è condiviso e riconosciuto, può diventare una soglia, un passaggio che apre a nuove possibilità di comprensione e trasformazione». Ivano Malcotti si è soffermato l’esperienza del Teatro di Letto: un’esperienza molto particolare, che entra nei luoghi della cura e della fragilità.




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