aumentano biglietti e abbonamenti, si cercano privati per ricapitalizzare l’azienda
ANCONA – Tre mosse per salvare Conerobus: aumento del prezzo dei biglietti, ricapitalizzazione e apertura a nuovi soci privati. Tutte conferme, sostanzialmente, già anticipate in precedenza dal Corriere Adriatico. Ma la strategia adesso trova conferme dalla Rsu sindacale che ieri, come ogni martedì, ha incontrato sindaco e vice a Palazzo del Popolo.

I tempi
Due mesi e mezzo per compiere questi tre passi. Tanto, infatti, manca alla chiusura dell’ombrello fornito dal Tribunale di Ancona con la proroga del percorso di composizione negoziata della crisi, che di fatto impedisce ai creditori ogni aggressione al capitale aziendale. Nel frattempo Silvetti e Zinni hanno delineato la road map. La Rsu sindacale, infatti, ha confermato l’intenzione da parte del Comune di aumentare il prezzo dei titoli di viaggio. Da definire ancora la percentuale di incremento, ma secondo le indiscrezioni trapelate tempo fa si parla di circa un 10% in più rispetto al prezzo attuale di 1,35 euro per il biglietto urbano (60 minuti) e di 1,50 euro per l’urbano valido 100 minuti. Secondo quanto riferito dalla Rsu si tratterebbe di un aumento di carattere regionale «o altrimenti potrebbe farlo anche solo il Comune».
La manovra
La ricapitalizzazione è una manovra già invocata dal sindaco.
L’aumento di capitale riguarderà tutti gli attuali soci: il Comune attraverso il conferimento della filovia o parte di essa (ovvero metterà nel capitale dell’azienda i nuovi filobus bimodali) mentre la Provincia contribuirà con la sua parte di liquidità. Ma all’interno di questa visione si staglia effettivamente una novità. Infatti l’intento del Comune è di aprire a nuovi soci privati attraverso una selezione che avverrà per evidenza pubblica, quindi attraverso un bando. L’operazione prevede che ai nuovi soggetti privati vada una quota che si aggiri tra i 2 e i 3 milioni di euro. A quel punto la ripartizione delle quote manterrà una maggioranza pubblica rimodulata, però, dall’attuale 70% al 51%. Mentre la quota privata crescerà dal 30% al 49%. «Entro giugno – riferisce la Rsu sindacale – ci sarà una rendicontazione finanziaria che permetterà di chiudere l’esercizio 2025 in sostanziale pareggio».
E all’orizzonte si prospetta anche una modifica dello statuto di Conerobus «che permetterà di dichiararla definitivamente una partecipata». Nonostante le rassicurazioni fornite da sindaco e vice, la Rsu non ha fatto prò cenno di arretrare dalla linea di battaglia. «Fino ad oggi sono stati chiesti sacrifici ai lavoratori – ha dichiarato la rappresentanza sindacale – non siamo più disposti a sopportarne ulteriori, ora la politica deve fare la propria parte».
L’ammortizzatore
Da due mesi si è aperto il fondo bilaterale di solidarietà, misura assimilabile alla cassa integrazione che interessa 66 dipendenti. Durata prevista 12 mesi. Intanto prosegue l’interlocuzione con i creditori: banche e fornitori. Il 2024 si è chiuso con un debito di 18 milioni di euro. Sebbene il Comune conti di chiudere l’esercizio 2025 in sostanziale pareggio, il 2026 si è aperto all’insegna dei rincari di carburante. Stangata che inciderà non poco sul bilancio aziendale.



