Calabria

Corruzione negli appalti a Crotone, l’ex presidente facente funzioni della Provincia tra i 20 indagati. I NOMI


Un presunto giro di tangenti alla Provincia di Crotone è stato scoperto dai finanzieri del Comando provinciale pitagorico che stamani hanno notificato un avviso di garanzia a 20 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico.

I nomi degli indagati:

Fabio Manica (Crotone, 01.10.1978);
Giacomo Combariati (Torino, 03.04.1984);
Luca Bisceglia (Pompei, 26.04.1974);
Rosaria Luchetta (Crotone, 01.01.1979);
Alessandro Vallone (Crotone, 23.10.1981);
Vicky Ingarozza (Crotone, 13.02.1984);
Francesco Manica (Crotone, 10.01.1976);
Luca Vincenzo Macaluso (Crotone, 21.07.1980);
Andrea Esposito (Crotone, 04.09.1979);
Gaetano Caccia (Crotone, 15.09.1976);
Domenico Zizza (Crotone, 09.06.1964);
Francesco Mario Benincasa (Rocca di Neto, 01.05.1965);
Raffaele Cavallaro (Cirò Marina, 14.02.1967);
Giuseppe Marinello (Cirò Marina, 30.03.1978);
Adriano Astorino (Crotone, 25.08.1977);
Antonio Otranto (Catanzaro, 03.08.1970);
Michele Scappatura (Catanzaro, 18.08.1969);
Bina Fusaro (Cosenza, 25.10.1985);
Caterina Scavo (Crotone, 04.10.1995);
Salvatore Valente (Cariati, 05.08.1982).

Fabio Manica al centro dell’inchiesta “Teorema”

Al centro dell’inchiesta – denominata «Teorema» e condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone Nucleo Mobile – figura Fabio Manica, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa, prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente. Per Manica e altri quattro, indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari.

Il sistema: appalti a buon prezzo in cambio di tangenti

L’indagine, coordinata dalla Procura diretta da Domenico Guarascio e seguita dalla pm Rosaria Multari, copre un arco temporale che va dal 2023 al 2025. Gli inquirenti hanno monitorato una fitta rete di contatti attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l’accusa, Manica e altri indagati, avrebbero affidato appalti sotto soglia legati all’edilizia scolastica a professionisti amici che poi versavano una parte del compenso ricevuto per i lavori, sul conto di una società formalmente intestata ad un’altra persone ma della quale, secondo gli inquirenti, Manica era socio occulto. Il denaro finiva poi su una carta di credito che sarebbe stata utilizzata dal politico. Attraverso una triangolazione finanziaria, i fondi venivano trasferiti a una società di consulenza creata appositamente dal gruppo, giustificando i movimenti con fatture per operazioni inesistenti.

Perquisiti gli uffici di Provincia e Comune di Crotone

Nel corso dell’operazione, 80 finanzieri sono stati impegnati in 16 perquisizioni anche informatiche, alla Provincia e al Comune di Crotone, in studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private tra la Calabria e l’Emilia-Romagna.

Cinque società sotto sequestro

I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.

Il denaro pubblico per spese personali

Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze.

L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone diretta da Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione.


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