Diga sul Melito a Gimigliano, scatta la prescrizione: rigettato il risarcimento da 260 milioni
Nessuna responsabilità erariale per la mancata realizzazione della Diga sul Melito. È questo l’esito della discussione in camera di consiglio da parte della Corte dei Conti che, con la sentenza 88/2026, ha chiuso il procedimento a carico del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese (ente in liquidazione) e di due ex dirigenti del Consorzio per i quali la Procura regionale aveva chiesto la condanna al risarcimento della somma-monstre di oltre 260 milioni di euro.
La Diga sul fiume Melito sarebbe dovuta sorgere tra i comuni di Gimigliano, Sorbo San Basile e Fossato Serralta, a ridosso del capoluogo di regione. L’opera, ideata all’inizio degli anni ’80, prevedeva la realizzazione di un invaso da 106 milioni di metri cubi d’acqua a servizio di circa 500mila persone. L’infrastruttura, considerata un’opera strategica, avrebbe dovuto costituire uno dei più grandi invasi nel panorama nazionale, utile a risolvere l’annosa e attuale questione della carenza d’acqua e avrebbe consentito la produzione di energia idroelettrica in grado di soddisfare le esigenze di circa cinquanta Comuni. Non è mai stata realizzata, ma è comunque costata più di 100 mln di euro.
Nei mesi scorsi, a conclusione delle indagini, la Procura contabile riteneva di aver identificato numerosi profili di responsabilità erariale da parte dei destinatari del provvedimento di citazione chiedendo la condanna al risarcimento del danno erariale quantificato, in 259.735.539,96 euro oltre rivalutazione e interessi, da ripartirsi nella misura del 70% a carico del Consorzio e del restante 30% a carico dei funzionari dell’Ente.
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