Basilicata, zero Case di Comunità
In Basilicata mancano le Case di Comunità attiva su 19 previste. L’Agenas lancia l’allarme sui ritardi, ma la Regione annuncia accelerazioni entro maggio 2026
Un serio ritardo, nonostante il Pnrr. Dalla fotografia che l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) restituisce sulla prossimità territoriale lucana, emerge il difetto, tutt’altro che marginale, di una procedura troppo lenta sull’attivazione delle Case di Comunità regionali: 19 quelle in programma, zero quelle effettivamente avviate.
CASE COMUNITÀ, UN FLOP NONOSTANTE IL PNRR
E non va meglio sul fronte degli Ospedali di Comunità: nessuno in funzione ma con il 2026 a disposizione per imprimere un’accelerazione. Un dato che l’assessorato alla Sanità ha contestato, annunciando di fatto l’avviamento della quasi totalità delle strutture previsto entro maggio 2026 (17 Case su 19 e 4 Ospedali su 5). Tuttavia, il quadro descritto dal report Agenas è indice, per la Basilicata come per le altre regioni italiane, di una sanità di prossimità che fa ancora fatica a raggiungere la capillarità sperata. Assieme a quello lucano, altri sette territori segnano numeri bassi nella casella delle Case di Comunità attive, con la Provincia autonoma di Bolzano ad affiancare la Basilicata a quota zero.
FALLIMENTO NON SOLO LUCANO MA NAZIONALE
A livello nazionale, sono appena 781 le Case in funzione, contro le 1.751 in programma al 31 dicembre 2025. Troppo poco secondo l’Agenzia, che specifica come solo poche regioni italiane riescano a sostenere standard più o meno elevati. La Lombardia, da sola, conta 150 Case di Comunità attive (sulle 781 a livello nazionale), seguita dalle 143 dell’Emilia-Romagna e dalle 96 del Lazio. Per il resto, i numeri più elevati si registrano in Toscana (79) e Veneto (64). In ogni caso, nessuna di queste ha ottemperato a quanto prospettato. Per quanto concerne gli Ospedali, il primato spetta al Veneto (47 strutture su 73 previste), con la Lombardia ferma a 30 su 66. In generale, in Italia, ne risultano operativi 163 su 594.
LE CASE DI COMUNITÀ ATTIVE
C’è però anche un altro dato da tenere in considerazione, forse il più significativo visto che si parla di operatività. Se 781 sono le Case di Comunità attive, non sono più di 66 quelle che lo sono in forma piena (ovvero con tutti i servizi obbligatori garantiti e presenza di personale sanitario per 24 ore al giorno). In sostanza, in Italia, appena il 4% delle strutture previste risulta pienamente in attività. Per quel che riguarda i servizi obbligatori, la Basilicata figura come una delle otto regioni senza performance in atto.
CASE DI COMUNITÀ IN BASILICATA, LATRONICO, LA REGIONE DOVREBBE ALLINEARSI IN TEMPI BREVI
Sul piano operativo, secondo quanto affermato dall’assessore alla Sanità Cosimo Latronico, la regione dovrebbe quantomeno allinearsi a quanto richiesto in tempi brevi. A ogni modo, per una piena funzionalità, andrà risolto quello che viene definito «il nodo della disponibilità del personale sanitario», con il rafforzamento in tempi rapidi degli organici definito come necessario per garantire il servizio di prossimità territoriale. Un altro punto dolente per una regione che, solo pochi giorni fa, faceva i conti con un quadro sanitario deficitario di medici (inclusi quelli di base). La stessa Agenas aveva evidenziato come, nell’ultimo decennio, la Basilicata abbia registrato i numeri peggiori in termini di riduzione di personale medico (-24%). Un’altra criticità che andrà affrontata, con altrettanta urgenza di quanto non ne richiedano le regolarizzazioni infrastrutturali.
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