Starbenders – The Beast Goes On
Con “The Beast Goes On” gli Starbenders tornano con quello che appare probabilmente come il loro lavoro più rifinito finora. Il disco mescola synth-rock scintillante, atmosfere alt-pop più oscure e un’energia rock quasi cinematografica, costruendo un suono che oscilla costantemente tra glamour e tensione. La band americana – formata da Kimi Shelter (voce e chitarra), Aaron Lecesne (basso), Kriss Tokaji (chitarra) e Qi Wei (batteria) – continua dunque a muoversi nei confini di quell’estetica audace e teatrale che negli anni è diventata il loro marchio di fabbrica.

Pubblicato il 27 febbraio via Sumerian Records, l’album affronta tematiche come amore, perdita, ossessione e trasformazione personale attraverso melodie immediate e una scrittura diretta. I brani alternano momenti più impulsivi ad altri più atmosferici, con synth pulsanti, chitarre taglienti e ritornelli senza dubbio efficaci.
Il disco si apre con la title track, un pezzo che funziona quasi come dichiarazione d’intenti. Il brano unisce groove sintetici e chitarre glam, creando un’atmosfera notturna e magnetica che introduce perfettamente il mood dell’album.
I toni si fanno esplosivi in “Nothing Ever Changes” dove gli assoli di chitarre e il ritmo forsennato accompagnano alla successiva “Chantilly Boy”, che rappresenta uno dei momenti meglio riusciti dell’intero disco, un brano immediato e seducente .È una traccia che sintetizza bene il lato più carismatico della band e che potrebbe diventare uno dei punti forti anche on stage.
Ottimo anche il singolo “Tokyo”, che porta il disco su territori più pop e sintetici, puntando su una produzione luminosa e su una linea vocale particolarmente orecchiabile mentre “Saturday”, rallenta leggermente il ritmo e lascia emergere una dimensione più emotiva, mostrando un lato meno aggressivo ma altrettanto efficace di una scrittura pop della band.
La produzione è compatta e curata, capace di valorizzare tanto le chitarre quanto le stratificazioni elettroniche e, dunque, nel complesso “The Beast Goes On” conferma gli Starbenders come una band con un’identità visiva e sonora molto definita. Non una rivoluzione, ma un disco che consolida il percorso del gruppo, con tanta energia e ricco di momenti dal piglio earworm.
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