Materie Maturità 2026, il commento del prof di Storia
Prof, cos’ha pensato quando ha letto che era uscita storia all’orale per classici e scientifici?
«Eterogenesi dei fini».
Risponde così al telefono Marcello Malpensa, docente di storia e filosofia al Giordano Bruno di Budrio (Bologna).

Cioè? È una buona notizia o no?
«Certamente sì, se si esce dalla logica ideologica e revisionista di chi ha proposto la scelta. Se si torna a parlare in maniera seria di storia è molto positivo. La destra moderata aveva pensato, anni addietro, che la strada migliore fosse cancellarla, riducendo ad esempio le ore di insegnamento. La destra radicale che governa oggi la ripropone con volontà revisionista. Gli storici seri hanno la possibilità di riaffermare il valore di questa disciplina».
Maturità 2026, la versione sarà di latino. Orale: storia a scientifico, anche matematica al classico


Sarà l’occasione per dedicare più tempo alla storia contemporanea, spesso tagliata fuori dai programmi?
«Senza dubbio, me lo auguro. C’è la possibilità di affrontare ad esempio il peso specifico di fenomeni come la Shoah o le foibe, chiarendone ad esempio differenze e proporzioni».
Allo scientifico crede che gli studenti saranno spiazzati?
«Non credo. E mi pare positivo aver pensato di dare anche lì importanza alla storia, una disciplina altrimenti relegata a Cenerentola».


La convince il nuovo orale con sole quattro materie?
«Ridurre il numero di materie può rasserenare gli studenti, ma il tema non è la quantità, quanto capire cosa si vuole da questo esame. Da un lato si spinge sulle competenze, poi si chiedono conoscenze. Spero che la riforma implichi un approfondimento delle discipline, stimoli noi docenti e gli studenti ad avere un approccio più articolato, a lavorarci in modo più intenso, senza però accantonare le altre».
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