Veneto

Addio a monsignor Dino Pistolato, storico direttore della Caritas veneziana

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La comunità religiosa veneziana piange la scomparsa di monsignor Dino Pistolato, morto oggi all’ospedale di Mirano all’età di 68 anni. Il sacerdote, figura di riferimento del Patriarcato di Venezia e attuale parroco di Gambarare di Mira, si è spento dopo due settimane di agonia in seguito a un grave ictus.

La malattia lo aveva colpito improvvisamente mentre rientrava da una lezione di religione presso un istituto superiore di Mestre. Le sue condizioni erano apparse critiche fin dal primo momento del ricovero, non lasciando spazio a significative speranze di recupero.

Il suo percorso nella Chiesa veneziana era iniziato nel 1981, quando venne ordinato sacerdote dal Patriarca Marco Cè. Da quel momento, “don Dino” – come era affettuosamente chiamato dai fedeli – ha dedicato gran parte della sua vita al servizio dei più bisognosi, distinguendosi per il suo impegno nell’ambito della carità diocesana.

La sua carriera ecclesiastica è stata caratterizzata da crescenti responsabilità all’interno della Caritas diocesana, dove ha ricoperto inizialmente il ruolo di vicedirettore per poi assumerne la direzione. Il suo operato si è esteso ben oltre i confini della diocesi veneziana, acquisendo rilevanza in tutto il Triveneto.

Nel corso degli anni, monsignor Pistolato ha assunto incarichi di sempre maggiore responsabilità all’interno della struttura diocesana. È stato nominato Vicario episcopale per i Servizi generali e gli Affari economici, oltre a ricoprire il ruolo di moderatore di Curia, dimostrandosi un amministratore capace e un punto di riferimento per l’intera comunità religiosa.

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Otto anni fa, il Patriarca Francesco Moraglia gli aveva affidato la guida della parrocchia di Gambarare, nella Riviera del Brenta, unitamente all’importante incarico di Delegato per la cura pastorale degli Istituti di Vita claustrale. Un doppio ruolo che ha svolto fino agli ultimi giorni con la dedizione e la passione che lo hanno sempre contraddistinto.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella diocesi veneziana, dove per quasi quarant’anni ha rappresentato un punto di riferimento per fedeli e religiosi, distinguendosi per il suo impegno costante verso gli ultimi e per la sua capacità di coniugare gli aspetti pastorali con quelli organizzativi della vita diocesana.


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