solidarietà a monsignor migliavacca

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie
“La campagna d’odio contro il vescovo di Arezzo è figlia di una cultura razzista di governo” Monsignor Migliavacca, vescovo di Arezzo, ha adempiuto ai propri principi partecipando con la comunità bengalese alla festa per la fine del Ramadan. Dai social è partita contro di lui una squallida e vigliacca campagna d’odio che va denunciata, sia in quanto reato, sia perché lede la coesione sociale. Come rispondono il ministro dell’Interno e la presidente del Consiglio, cristiana all’ennesimo esempio di hate speech? Non sono loro a urlare che la violenza arriva da sinistra? Perché da quei palazzi non giungono ora parole di condanna? Da comuniste/i rispettosi della Costituzione, crediamo che nessuna persona debba subire minacce per il proprio credo religioso, chiediamo che venga garantito il rispetto ai circa 1.700 mila cittadine e cittadini italiani che professano tale fede in osservanza con le nostre leggi. Il vescovo di Arezzo, mentre incombono conflitti ammantati di motivazioni religiose, ha messo in pratica un atto di pace e di convivenza concreta, fondata sul dialogo e sulla reciproca conoscenza. E forse vale la pena ricordare anche a chi governa che essere musulmani non costituisce reato, essere razzisti e nostalgici del fascismo, si”. Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Ida Nocentini, segretaria federazione di Arezzo Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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