Bari, 18 specializzandi in Radiodiagnostica fuori dal reparto
Hanno frequentato i reparti per tre mesi, cercando di apprendere nozioni fondamentali per il futuro, ma da qualche giorno sono bloccati in un’aula studio, in attesa di novità. È lo strano caso che riguarda 18 medici in formazione specialistica in Radiodiagnostica, entrati in servizio lo scorso primo novembre al Policlinico di Bari.
A decretare lo stop dei giovani medici è l’assenza dei dosimetri, dispositivi utilizzati per misurare la quantità di radiazioni assorbite dal corpo durante i turni di lavoro. La mancata consegna degli strumenti ha costretto il professor Amato Antonio Stabile Ianora, direttore dell’Unità operativa di Radiologia del Policlinico di Bari, a diramare una comunicazione per inibire agli specializzandi l’accesso ai reparti.
“Si tratta di una scelta in via precauzionale – dichiara a Telebari Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari – che però potrebbe produrre un effetto nocivo, non permettendo ai ragazzi di raggiungere gli obiettivi formativi prefissati”.
Gli specializzandi, al momento, passano le ore in un’aula dotata di due pc, limitandosi a osservare da remoto gli esami effettuati nei reparti. Sono fermi, ma vengono comunque pagati, proprio in quanto specializzandi. Un paradosso per chi ha scelto la professione di radiologo e dovrebbe essere quotidianamente al fianco di professionisti. Al centro della vicenda c’è una figura tecnica: quella del fisico sanitario. Deve essere un esperto di radioprotezione, al termine di una visita medica, a consegnare il dosimetro al medico. L’Università di Bari, che ha assunto i 18 specializzandi tramite un contratto di formazione specialistica, non dispone di questa figura.
Negli scorsi anni, a risolvere l’impasse erano stati i fisici sanitari del Policlinico di Bari, che avevano effettuato le visite, permettendo agli specializzandi di proseguire l’attività nei reparti. La soluzione più rapida potrebbe essere l’affidamento, da parte di Uniba, dell’incarico a fisici sanitari esterni, per velocizzare le procedure. Dell’Erba ha incontrato i giovani medici, spiegando che i soggetti coinvolti sono al lavoro per trovare una soluzione nel giro di due settimane: “Parliamo di un disguido che dovrebbe risolversi in poco tempo – ha proseguito il presidente della Scuola di Medicina – Dopo aver individuato la giusta procedura, i tempi tecnici per effettuare le visite mediche e ricevere i dosimetri saranno brevi. Sono dispiaciuto per la situazione in cui versano i nostri giovani medici: sono convinto che questa sia un’occasione per evitare che criticità simili possano verificarsi nuovamente in futuro. Ringrazio il rettore Roberto Bellotti per la collaborazione”.


