Calabria

Notte di fuoco a Gioia Tauro: in fiamme l’auto del figlio del boss Molè

Un inquietante episodio di cronaca ha scosso la scorsa notte la città di Gioia Tauro. Intorno alle prime ore del mattino, un incendio ha distrutto due autovetture parcheggiate in strada, aprendo uno scenario investigativo complesso che vede coinvolti, seppur in modi opposti, esponenti della criminalità locale e rappresentanti delle forze dell’ordine.

La Dinamica del Rogo

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità, il rogo sarebbe partito da un‘Audi Q3. Il veicolo risulta in uso al trentasettenne Antonino Molè, figlio di Domenico Molè, storico esponente della cosca omonima e attualmente detenuto in regime carcerario.

Le fiamme, propagatesi rapidamente, hanno finito per avvolgere e distruggere anche una seconda vettura parcheggiata nelle immediate vicinanze: una Renault. L’utilitaria appartiene alla moglie di un Carabiniere in servizio sul territorio.

Le indagini

Sebbene l’incendio abbia coinvolto la vettura della familiare di un militare, i primi riscontri suggeriscono che l’obiettivo dell’atto potesse essere proprio il mezzo in uso a Molè. Resta da accertare se la matrice dell’incendio sia dolosa – come tutto lascerebbe pensare vista l’entità e i soggetti coinvolti – o se possa essersi trattato di un guasto tecnico, ipotesi che al momento appare meno probabile. La famiglia Molè è storicamente una delle più influenti nel panorama della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, protagonista in passato di sanguinose faide e alleanze strategiche.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, oltre ai militari dell’Arma che hanno avviato i rilievi scientifici. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per identificare eventuali movimenti sospetti.


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