cosa sta succedendo in politica
Anm Palermo: “Esito voto referendum ci richiama a senso responsabilità”
“Il risultato del referendum è il frutto di una partecipazione ampia e consapevole, che ci richiama tutti a un rinnovato senso di responsabilità verso le istituzioni repubblicane. Il voto espresso in Sicilia – e in modo particolare nel distretto di Palermo – è stato molto importante. Questa terra conosce il valore della memoria dei tanti che hanno sacrificato la vita per la Giustizia”. Lo scrive in una nota la giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo commentando l’esito del voto referendario.
“Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati e confrontati e, in particolare, i tanti giovani che ci danno speranza per il futuro. – prosegue – Un sentito ringraziamento va anche ai Comitati per il No, che si sono spesi per difendere i principi costituzionali, e ai colleghi che in questi mesi sono stati oggetto di attacchi solo per aver fatto il proprio dovere”. “L’afflusso massiccio ai seggi – conclude la nota – ci ricorda che la democrazia vive quando le persone decidono di farsene carico. Siamo consapevoli che la relazione con il corpo sociale è una ricchezza da custodire: l’ascolto, il dialogo e la presenza sui temi della giustizia continueranno a guidare il nostro impegno. La partecipazione vince. La Costituzione vive”.
Nordio: “Non mi dimetto. Ora i giudici limiteranno l’iniziativa politica e parlamentare, a partire dai migranti”
“Non la considero una sconfitta personale – spiega – era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera dopo la vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia. “Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione – aggiunge – su un tema complesso. Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse ‘scassata la Costituzionè”. Alla domanda se condivide quanto sostenuto dal sottosegretario Fazzolari, secondo cui ora l’azione delle toghe sarà più invasiva, Nordio risponde: “Sì, nel senso che limiterà l’iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti a cominciare dall’immigrazione”. Adesso, prosegue il ministro, “dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”.
Schlein: “Maggioranza alternativa c’è già in Italia”
Il voto al referendum sulla riforma della giustizia “dice che nel Paese c’è già una maggioranza alternativa e noi forze progressiste abbiamo la responsabilità di organizzare questa speranza. Una responsabilità che sentiamo tutti”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a Repubblica. “Le oltre 14 milioni di persone che hanno votato no, 5 milioni in più di quelle che avevano scelto Pd, M5s e Avs alle Europee – aggiunge – dimostrano che esiste una maggioranza diversa da quella in carica e noi vogliamo costruire una proposta che sia all’altezza delle loro aspettative, dei loro problemi e anche delle loro priorità costituzionali: salute, lavoro, casa, scuola”
Spallitta, avvocata per il No: “Volontà di cambiamento rispetto al governo, Carta non si tocca”
“La Costituzione non si tocca. Sono felice per questo risultato. Ancora una volta il popolo italiano dimostra di conoscere il valore, l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale. In tutta Italia, e a Palermo in particolare, gli avvocati, la società civile e i magistrati hanno svolto un lavoro straordinario, uniti dal comune sentimento dei valori antifascisti, a tutela dei principi di uguaglianza e di libertà così pericolosamente messi a rischio dalla riforma”. Così Nadia Spallitta, avvocato cassazionista in prima linea sul fronte del ‘Nò insieme al Comitato degli avvocati commenta il risultato del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
“Ritengo che l’energia e la forza dimostrati in questa occasione da tanti cittadini – aggiunge – rappresentino una volontà di cambiamento rispetto all’attuale classe politica di governo e auspico che le forze politiche di area progressista sappiano farne tesoro”.
Referendum, il dato definitivo: vince il No con 53,74% dei voti, Sì al 46,26%
Al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha vinto il No. A scrutinio concluso, il No si è attestato al 53,74% con 14.461.375 voti, mentre il Sì si è fermato al 46,26% con 12.448.216 voti. È quanto riportato dalla piattaforma Eligendo del Viminale. Mancano i voti della sezione 127 del comune di Sassari (Ss) su cui sono in corso delle verifiche, gli atti sono stati inviati all’Ufficio centrale per il completamento delle operazioni. Il dato definitivo del voto degli italiani all’estero vede prevalere il Sì, che si attesta al 56,34% con 803.632 preferenze mentre il No è al 43,66% con 622.652 voti. A livello complessivo (Italia+estero) il No totalizza il 53,23% e il Sì il 46,77%. gib/ccl
Referendum, dati definitivi del votyo dall’estero: Sì al 56,34%, No al 43,66%
Sezioni pervenute dall’Italia: 2207 su 2207. Gli aventi diritto al voto sono di 5.478.839. Hanno votato 1.563.377, il 28,53%: Sì al 56,34%, No al 43,66%.
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