Il carburante schizza a +30% e così Start ricorre ai bus elettrici. Quattro sono già a disposizione e altri sono in fase di acquisizione
ASCOLI I venti di guerra che spirano nell’area del Golfo fanno indirettamente anche lo sgambetto, causato dall’impennata dei prezzi dei carburanti, a migliaia di chilometri di distanza, alle aziende nate per perseguire la mission del trasporto pubblico. Tra queste c’è anche la Start, ovvero la società pubblica che opera nel Piceno gestendo tutte le corse urbane ed extraurbane al servizio dei cittadini.
I rincari
Un duro colpo per un’azienda chiamata a garantire la copertura del servizio dovendo tener conto di prezzi del gasolio che oscillano attualmente dal 25% al 30% in più, nonostante una strategia aziendale accorta che prevede circa due gare ogni settimana per cercare di risparmiare il più possibile. In ogni caso, la società picena di trasporto pubblico si rimbocca le maniche e cerca di tenere duro mentre ha avviato il percorso parallelo per inserire anche i mezzi elettrici (quattro sono già a disposizione e altri sono in fase di acquisizione) e attivare un impianto fotovoltaico della società.
Gli effetti della guerra
«Questi effetti indiretti della guerra – conferma il presidente della Start spa, Enrico Diomedi – incidono parecchio sui costi da sostenere per garantire il servizio di trasporto pubblico, ma noi stiamo cercando di mettere in campo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per contenere l’impennata dei prezzi del carburante.
Carburante che, di fatto, rappresenta il secondo maggior costo dell’azienda dopo quello per il personale. In questo senso, abbiamo avviato una strategia operativa per ridurre l’impatto di questa impennata dei costi. A metà dello scorso mese di gennaio, quindi prima che scoppiasse la guerra, abbiamo comprato il gasolio, chiaramente con riferimento a quantità importanti, a 1,35 euro al litro. Adesso, invece, per l’ultima fornitura in ordine di tempo siamo arrivati a pagare 1,7 euro al litro. In pratica ci troviamo in media con un aumento della spesa per carburanti del 25%, ma con picchi anche vicino al 30%.
Considerando che, in media, noi compriamo circa 16mila litri di gasolio ad ogni fornitura. Proprio per cercare di abbassare il più possibile i prezzi, in questo scenario, avviamo una media di due gare ogni settimana, in modo da poter valutare le varie offerte delle aziende fornitrici di gasolio formulate sulla base della nostra richiesta. Per poi andare a scegliere il prezzo più basso. Di certo, anche la Start soffre per questo rialzo dei prezzi, ma in ogni caso i servizi non verranno assolutamente toccati e continueranno ad essere erogati senza problemi».
I mezzi elettrici
«La Start – sottolinea il presidente Diomedi – si è già mossa per tempo per avviare anche l’utilizzo di bus elettrici e ne abbiamo già acquistati quattro. Inoltre, si sta già lavorando ad altre procedure di acquisizione per cominciare gradualmente, nei prossimi mesi, a inserirli nei servizi urbani ed extra urbani. Inoltre, stiamo ultimando anche un impianto fotovoltaico e di distribuzione per i mezzi elettrici».
Intanto, ci si prepara alle procedure di gara europea che la Regione dovrà mettere in campo per l’affidamento del servizi di trasporto pubblico nelle varie province marchigiane. E tra le aziende in lizza, chiaramente, ci sarà anche la Start. «Si tratta di un passaggio molto importante e complesso – conclude Diomedi – a cui la Regione sta lavorando per definire il bando e i parametri da inserire. Noi attendiamo, cercando di farci trovare pronti, alla luce dell’esperienza maturata negli anni, per presentare una nostra offerta».




