Debutto nel cuore della capitale per il Corinthia Rome
Il nuovo Corinthia è il ventitreesimo cinque stelle lusso di Roma, la città europea, dopo Londra, dove hanno aperto più hotel di alto livello negli ultimi cinque anni. Sembra una gara a chi fa l’hotel più bello, più originale, più innovativo, più radicato al territorio. Qui hanno scelto un’ospitalità classica che privilegia la comodità e la discrezione, e la posizione è da 10 e lode, di fronte a Montecitorio, sede del Parlamento, a un passo da via del Corso e piazza di Spagna. Scendi al bar, al ristorante, e puoi stare certo che prima o poi qualche ministro, neanche troppo in incognito, lo incroci.
Nuova vita all’antica sede della Banca D’Italia
Fino al 1961, il palazzo degli anni Venti del Novecento è stato la sede di rappresentanza della Banca d’Italia. Dopo aver cambiato insegna più volte fino al 2000, è rimasto chiuso per anni, finché è stato acquisito da Reuben Brothers nel 2019 per aprire il primo Corinthia italiano (hanno già annunciato Lago di Como e Puglia). Durante i lavori di trasformazione in hotel, l’edificio è stato riportato alla sua forma originaria grazie a un’accurata ricerca storica e filologica. Fulcro di quest’opera è la Sala Consigliare al piano nobile, con gli affreschi di Giulio Bargellini che inneggiano alla prosperità, il soffitto decorato con le monete italiane, dagli Etruschi agli inizi del Novecento, il pavimento in mosaici policromi geometrici, gli stipiti con i busti dei geni italiani, da Marco Polo ad Alessandro Volta.
Vista sul Vaticano
Le 60 camere hanno alcuni denominatori comuni: spazio, luce, bagni in marmo. Poi man mano che si sale di categoria, si aggiungono intarsi, mosaici, rivestimenti sempre più pregiati, salotti più grandi, fino ad arrivare alle quattro suite a tema con terrazze private. Dalla suite Arte si vede il Vaticano, mentre la Theodoli, al primo piano, ha come area living proprio la Sala Consigliare di cui sopra. In tutte c’è il phon Dyson, il vaporizzatore per dare una rinfrescata agli abiti e tantissimi libri di arte, cultura, storia.
Carlo Cracco in cucina, la Spa nell’ex caveau
Il punto più divertente del progetto è la cucina. Al timone c’è Carlo Cracco, che a Roma porta i suoi classici come l’insalata russa caramellata, che apre infatti la cena al Viride, il fine dining con 28 posti e menù degustazione da 10 portate. Mentre al bistrò Piazzetta si ordinano anche tonnarelli cacio e pepe e carbonara con l’uovo sifonato (più leggero del condimento tradizionale). La colazione è servita al tavolo, e se volete provare emozioni forti, ordinate l’uovo morbido con Parmigiano Reggiano e guanciale. La spa è nell’ex caveau della banca, dove nel 1946 furono depositati i gioielli della Corona sabauda. Al posto di oro e tesori, ora elargisce consigli per stare bene, con un percorso ispirato agli antichi bagni romani – tepidarium, calidarium e infine frigidarium – e rituali di bellezza e relax con i prodotti botanici di Skin to Seed e quelli hi tech del chirurgo plastico Yannis Alexandrides. C’è una cosa di Roma che mette sempre il buon umore: la simpatia delle persone. Al Corinthia, ti accolgono con il sorriso (spontaneo), non ti perdono d’occhio e sono felici se ti vedono soddisfatto. E questo vale per chi sta alla porta, al check in, al ristorante, all’housekeeping. Sembrano molto orgogliosi di lavorare lì, il che rende l’atmosfera accogliente e calorosa.
Un consiglio: fate almeno un giro con la testa all’insù, perché i soffitti sono da guardare. Stucchi, foglie d’oro, affreschi e sontuosi lampadari in vetro, fatti a mano da Sogni di Cristallo.
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