Val Ridanna: la valanga ha ucciso anche Laura Santino, 26enne della Valsabbia – CRONACA
Non ce l’ha fatta Laura Santino, 26 anni, residente a Vestone, in provincia di Brescia, ricoverata in gravissime condizioni dopo il distacco della valanga in Val Ridanna. È deceduta nel corso della notte di sabato in ospedale a Innsbruck.
Ed è stato recuperato ieri il corpo senza vita della scialpinista austriaca di 57 anni, dispersa da venerdì in Valle Aurina: la donna era precipitata per circa 700 metri lungo un ripido pendio roccioso dopo il distacco di una cornice di neve dalla cresta del Monte Nevoso, nel gruppo delle Vedrette di Ries.
Sale così a quattro il numero di scialpinisti morti in due giorni sulle montagne dell’Alto Adige e quattro sono i feriti, due dei quali in gravi condizioni, dopo la slavina che su Cima d’Incendio aveva coinvolto complessivamente 25 scialpinisti, che in quel momento, era la tarda mattinata di ieri, si trovavano sul pendio. Laura Santino era sposata ed era con il marito al momento della valanga; l’uomo è rimasto illeso.
La giovane, molto conosciuta in tutta la Valsabbia, aveva giocato per molti anni a pallavolo tra Vobarno e Villanuova (nella foto, dalla pagina facebook della Pallavolo femminile di quest’ultima località).
Era psicologa e lavorava per la cooperativa sociale Cogess, attiva nei servizi per persone con disabilità, inoltre gestiva una fattoria didattica, La Mirtilla, a Idro, che si occupa di laboratori e attività didattiche. Con un fronte di circa 150 metri e una lunghezza di alcune centinaia, la valanga ieri è partita in prossimità della cima ed è scivolata per l’intero pendio, che in quel punto è piuttosto ripido, coinvolgendo complessivamente 25 scialpinisti.
La maggior parte è stata solo sfiorata dalla massa nevosa. Subito avviate, le operazioni di soccorso hanno coinvolto un’ottantina di uomini del soccorso alpino Cnsas, Alpenverein e Guardia di finanza, con unità cinofile, insieme a pattuglie dei vigili del fuoco della zona.
Non conoscendo, nell’immediato, le reali dimensioni dell’incidente, sono stati allertati gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e di Innsbruck in Austria.
Gli scialpinisti rimasti illesi avevano subito iniziato a cercare gli escursionisti travolti; a loro si sono aggiunti i soccorritori e con le sonde e con l’Arva hanno setacciato l’intera zona. Laura, estratta dalla neve dopo essere stata travolta in pieno dalla slavina, era stata ricoverata d’urgenza in elicottero alla clinica universitaria di Innsbruck, ed era la più grave tra i feriti. Rimangono in condizioni critiche altre due persone mentre altre due hanno riportato lesioni lievi.
Oltre a Santino, la valanga ha causato altri due morti: Martin Parigger, 62 anni, guida alpina di Ridanna, e Alexander Froetscher, 56 anni, austriaco residente da tempo nella zona.
L’allarme per la scialpinista 57enne austriaca in valle Aurina, invece, era scattato sabato, quando la sciatrice, che era partita da sola per l’escursione, non si era presentata al lavoro. L’ultimo avvistamento risaliva alle 14:30 di venerdì, quando un altro scialpinista l’aveva incrociata sulla vetta, a quasi 3.400 metri di quota.
Le ricerche, che hanno coinvolto 25 soccorritori alpini, droni e l’elicottero Pelikan 2, erano state sospese ieri a causa della scarsa visibilità per poi riprendere all’alba di oggi grazie al miglioramento delle condizioni meteo.




