Cultura

Constant Smiles – Live @ Bronson (Ravenna, 19/03/2026)

Credit: Antonio Paolo Zucchelli

I Constant Smiles sono nati nel 2009 e hanno già pubblicato ben sedici album, facendosi notare soprattutto con gli ultimi tre, “Paragons” (2021) e “Kenneth Anger” (2023), realizzati dalla Sacred Bones Records, e “Moonflowers” (2025), rilasciato dalla Felte.

La band di stanza nel Queens, NY ruota intorno al suo frontman e chitarrista Ben Jones, unica costante dall’inizio, che collabora con numerosi musicisti: per esempio nella loro fatica più recente, tra i numerosissimi ospiti, ci sono anche Cassandra Jenkins e il noto produttore Phil Weinrobe.

In tour in Europa Jones è accompagnato da Jack Cooper (basso) e Jim Wallis (batteria), entrambi componenti dei Modern Nature (“una delle mie band preferite“, ammetterà il musicista dello stato di New York durante il concerto).

Giovedì sera e ci troviamo nel mezzo della campagna della prima periferia di Ravenna – nella frazione Madonna Dell’Albero – al Bronson.

Un pubblico non troppo numeroso, ma sicuramente appasionato e attento supporta i Constant Smiles nella prima delle loro tre date italiane (in mezzo ce ne sarà anche una in Austria), che chiuderanno il loro tour europeo, iniziato da Londra a inizio mese.

Come dicevamo poco sopra, il gruppo statunitense presenterà il suo lavoro più recente, nonché debutto su Felte, “Moonflowers”, uscito lo scorso novembre e, come potremo notare nell’oretta scarsa del loro concerto, la setlist sarà incentrata soprattutto su quello, con brevissimi spunti presi dai due album precedenti.

Alle dieci e un quarto precise, orario davvero apprezzabile per un concerto infrasettimanale, Jones e compagni salgono sul palco del locale di via Cella: il loro live-show si apre esattamente come il loro nuovo LP, vale a dire con la doppietta “Introduction (Song For Geoff)” – “Leave It At Why”. Breve e solo strumentale la prima, ci introduce con i suoi gentili arpeggi verso un mondo ambient dalla notevole delicatezza, seppur cupo, mentre la seconda, senza mai forzare, ci regala toni indie-pop altrettanto morbidi e raffinati, dove Ben e Jack condividono i main vocals e allo stesso tempo sanno creare ottime e sognanti melodie.

Subito dopo ecco “Connection”, un singolo uscito nel 2024 e mai finito su alcun album: gli arpeggi, pur più intensi e insistiti rispetto ai pezzi che l’hanno preceduto, rimangono assolutamente soft e la sua gentilezza e quel suo velo di malinconia lo rendono intimo e speciale, facendo senza dubbio innamorare della loro musica la sala del Bronson.

Un momento più romantico, poco dopo, con “Allowed To Be”, il brano che ci ha più colpito tra i dieci presenti in “Moonflowers”: scegliendo soluzioni sonore mai scontate o banali, Jones e compagni ci fanno sognare ancora una volta e ci regalano quel calore che le loro melodie dai toni pop sono capaci di emettere. Le emozioni sono davvero tante.

La bellezza continua più avanti in “When You’re Gone”, ricca di sentimenti e di arpeggi determinati e ripetitivi, che supportano la voce di Ben, prima che sfoci in ricche armonie che riescono davvero a cullare i fan romagnoli.

C’è sempre un tocco dolce-amaro anche in “Daisy, Table For Three”, unico estratto da “Paragons” stasera: mentre i sentimenti rimangono in grande evidenza, Jones e soci riescono a creare meravigliose melodie, fresche, ma allo stesso tempo delicate e sognanti.

Anche il concerto si chiude, dopo poco più di cinquantacinque minuti, come “Moonflowers” e più precisamente con “Time Measured In Moonflowers”: se inizialmente non mancano le emozioni, la gentilezza e i sentimenti, poi il brano si trasforma in qualcosa di ambient, strumentale e più rumoroso, donandoci ancora una volta sensazioni rilassanti e uniche.

Un applauso meritato per i Costant Smiles che stasera, attraverso la loro musica, sono riusciti a portare un tocco di poetica e sognante magia in mezzo alla pianura romagnola, regalando qualità e sensazioni melodiche davvero notevoli.


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