Cultura

Demob Happy – The Grown-Ups Are Talking

Cercate del rock vivace e originale? Nelle dieci tracce di “The Grown-Ups Are Talking”, quarta fatica in studio del trio inglese Demob Happy, troverete sicuramente vagonate di freschezza (o, per suonare più fighi, di coolness). Non aspettatevi però troppa originalità: questo gruppo, in larga parte, sembra la copia carbone dei Queens Of The Stone Age.

Credit: Bandcamp

L’album, d’altronde, è stato concepito per ricalcare fedelmente il caratteristico stoner/garage rock inventato da Josh Homme. Non a caso è stato registrato in uno studio molto amato dall’ex chitarrista dei Kyuss, il Rancho De La Luna di Joshua Tree, con la produzione di un suo fedele e antico collaboratore: quel Dave Catching con il quale ha condiviso diverse esperienze anche in concerto.

Il desiderio di suonare il più possibile vicini a una band così influente, dal sound immediatamente riconoscibile, non è in sé un male: anche i Royal Blood, giusto per fare un esempio di peso, hanno plasmato la loro musica sul modello QOTSA. L’importante è farlo bene e metterci quel pizzico di inventiva necessario a non passare per meri imitatori.

I Demob Happy riescono a non farsi schiacciare dai loro mentori e, seguendo la scia di un garage rock furbetto, sexy e dal passo funky – in linea con quanto fatto una decina di anni fa dagli Arctic Monkeys di “AM” – confezionano un buon album. Il disco scorre piacevolmente tra brani coinvolgenti (“Power Games”, “Judas Beast”, “Who Should I Say Is Calling?”) e qualche gradevole sorpresa, come l’atmosferica “Don’t Hang Up”, la psichedelica “Miracle Worker Pt. 1″ e l’elegante ballad in stile anni ’70 “Something’s Gotta Give”.


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