Umbria

Sorrentino dice addio ad Assisi: «Mi mancherete ma sarete nella mia preghiera»

Oggi la comunità delle diocesi umbre di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno saluta monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico che ha guidato questi territori negli ultimi vent’anni come vescovo. L’occasione è il 25° anniversario della sua ordinazione episcopale e la celebrazione eucaristica di congedo nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, prevista per le 18.

Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, ha ricordato la cifra del suo episcopato: «La nota distintiva di mons. Domenico Sorrentino è stata il richiamo costante e puntuale a Gesù e al Vangelo. Le iniziative pastorali hanno trovato in questo nucleo fondante le loro motivazioni e il loro riferimento. Grazie a monsignor Sorrentino per averci riportati all’essenziale della fede, da cui scaturiscono ogni decisione e scelta individuale e comunitaria».

Prima del saluto ufficiale alla diocesi, il vescovo ha scelto di incontrare i ragazzi del Serafico, la struttura con cui ha costruito un legame forte e duraturo. In questo gesto, non simbolico ma concreto, si coglie la direzione di tutto il suo ministero: la centralità dei più fragili. La presidente Francesca Di Maolo ha sottolineato il senso di questo legame: «Un padre non si perde e non si lascia: rimane nella vita delle persone e nei nostri ragazzi».

Il rapporto di Sorrentino con il Serafico si è consolidato nel tempo con una presenza costante, dalle telefonate quotidiane durante i giorni più difficili della pandemia fino alla partecipazione ai piccoli e grandi traguardi dei ragazzi. Tra le scelte significative, l’aver accompagnato Papa Francesco nella prima visita al Serafico ad Assisi e l’aver inserito la struttura al centro di iniziative come l’Economy of Francesco e la Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo, ribadendo come la politica, quando è vera, debba partire dai più fragili.

Il percorso pastorale di Sorrentino ha attraversato luoghi e momenti storici della Chiesa. Nel suo discorso alla Porziuncola, il vescovo ha ricordato l’ordinazione episcopale avvenuta venticinque anni fa per mano di San Giovanni Paolo II: «Il vescovo svolge nella comunità cristiana un compito che ha molte analogie con quello di san Giuseppe. Padri e custodi sono i pastori nella Chiesa, chiamati a comportarsi come servi saggi e fedeli. A loro è affidata la cura quotidiana del popolo cristiano».

Il vescovo ha ripercorso il suo ministero, da Pompei a Roma, fino ad Assisi e Foligno, ricordando tappe spirituali e pastorali che hanno intrecciato storia, spiritualità e teologia. Ha sottolineato come il suo ventennio ad Assisi sia coinciso con momenti importanti della vita del santo patrono, dai festeggiamenti per l’VIII centenario della spogliazione di san Francesco fino all’ostensione dei suoi resti mortali.

Sorrentino ha poi evocato la dimensione più intima del suo servizio: «Non sarà più il servizio della guida, che tra qualche giorno trasmetterò al caro fratello Felice, ma il servizio della preghiera, della predicazione, della testimonianza, servizio forse non meno prezioso ed efficace, proprio perché più silenzioso, come quello di Giuseppe».

Il congedo dalla comunità non è stato solo un addio formale. Ritorna nel cuore dei luoghi che hanno segnato il suo ministero, dalla Porziuncola al Serafico, con la consapevolezza che certi legami non si interrompono con un incarico: «Mi mancherete? Certo. Ma vi porterò tutti nella mia preghiera e nel mio cuore».

Infine, il vescovo ha concluso con un richiamo alla gratitudine e alla continuità del servizio nella Chiesa: «Se volete farmi un dono, cari fratelli e sorelle, fatemi il dono di rendere grazie con me. Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni».

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