Le spese per self-care e beauty routine sono fuori discussione

‘Toglietemi tutto, ma non la mia skincare’, verrebbe da dire commentando la notizia che il 15% degli italiani (17% per le donne e 15% per gli uomini) è disposto ad ‘andare in rosso’ o, addirittura, a ‘tirare la cinghia’ pur di potersi permettere trattamenti di bellezza. A rilevarlo uno studio realizzato nell’ottobre 2025 da Dynata per conto della banca digitale Revolut che ha coinvolto un campione rappresentativo di mille italiani adulti. Originariamente impulsivo, il consumatore ‘tipo’ di trattamenti estetici è diventato nel corso degli ultimi anni sempre più riflessivo e razionale al punto che il 29% degli intervistati (34% delle donne) destina regolarmente parte dei propri introiti alla cura di sé e pianifica per tempo le uscite per skincare, beauty e make-up. In materia di scelte d’acquisto, inoltre, solo il 2% dei rispondenti si fa influenzare dalle raccomandazioni di testimonial famosi, surclassati ormai da ricerche personali (43% del campione), consigli di amici e familiari (24%), pareri di medici e dermatologi (12%), suggerimenti di influencer (8%), meglio se pubblicati sui social media (TikTok e Instagram in primis).
A promuovere le vendite di prodotti per il self-care sarebbero, invece, offerte e promozioni personalizzate approntate nei negozi specializzati di riferimento (39%), programmi fedeltà che premino la costanza (22%) nonché rateizzazione dei pagamenti (15%) e sistemi di accantonamento automatico di risparmi (15%). “I dati mostrano che per gli italiani la bellezza è ormai una forma di resilienza personale – afferma Ignacio Zunzunegui, head of growth Southern Europe e Latam di Revolut – Indispensabile in tal senso proteggere i loro rituali di benessere con servizi mirati che non compromettano la loro salute finanziaria”.
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